Imola. Alle 13 del 7 aprile erano circa 350 le domande di buoni spesa giunte al Comune nelle varie modalità previste: consegna a mano negli uffici preposti; invio tramite posta elettronica all’indirizzo buonispesa@comune.imola.bo.it; invio tramite specifico link  https://portale-imola.entranext.it/home

Purtroppo molte domande fin qui giunte sono incomplete, costringendo gli uffici preposti a tempi più lunghi per la loro verifica. Il Comune ricorda che prima di erogare la cifra a cui si ha diritto (sia sotto forma di accredito sul conto corrente bancario o postale sia di buoni spesa), le domande vanno prese in carico dal Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione del Comune che effettua l’istruttoria delle domande, in accordo con Asp Circondario imolese,  sottoponendole ai controlli anagrafici ed alle successive verifiche da parte dell’Asp sulle situazioni dei nuclei (se sono già in carico, se sì  per cosa e altro), al fine di verificare che chi fa richiesta abbia i requisiti necessari.

La volontà è quella di esaminare tempestivamente le domande complete e dopo una rapida verifica dei requisiti necessari, procedere all’assegnazione del contributo accreditandolo sul conto corrente o assegnando i buoni spesa  ai beneficiari via via  individuati.

Ma sui buoni spesa arrivano le prime polemiche di Cgil, Cisl e Uil tramite lettera contro il Commissario straordinario Nicola Izzo.

I sindacati confederali infatti esprimono “disappunto rispetto alla scelta del Comune di Imola di disciplinare i criteri necessari per l’individuazione e l’erogazione del sostegno economico senza tenere in considerazione il punto di vista di chi conosce il territorio e le esigenze dei cittadini. Abbiamo chiesto di condividere i criteri a livello circondariale ma purtroppo anche questa volta ogni sindaco ha deciso a modo suo, facendo quindi risaltare le differenze tra cittadini di un Comune rispetto all’altro. In questo modo un nucleo familiare di 5 persone di Imola percepisce 350 euro mentre in altri Comuni del circondario lo stesso nucleo di 5 persone ne percepisce 600. Non è mai stato questo lo spirito del Circondario”.

Inoltre Cgil, Cisl e Uil fanno notare al Commissario che “l’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari e il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non assegnatari di sostegno pubblico. Ci trova contrari, quindi, la scelta di escludere chi possiede un sostegno pubblico (si parla solo di priorità, ndr), poichè talvolta è talmente esiguo tale reddito che le famiglie si ritrovano in povertà assoluta. Le chiediamo che vengano tenute in considerazione le entrate effettive nel nucleo familiare; è inoltre necessario alzare la soglia massima di liquidità a 5.000 euro per nuclei con 3 componenti. Riteniamo inoltre indispensabile mettere in sicurezza le persone che in questo momento sono in attesa di un percorso di regolarizzazione nel nostro territorio, sprovvisti in questo momento dei requisiti necessari per accedere ai servizi del nostro territorio. Troviamo, di conseguenza, necessario che siano ricompresi nei bandi anche le persone/famiglie con il solo domicilio nel Comune perché le restrizioni previste nelle Ordinanze e Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non consentono lo spostamento in altri Comuni e/o Regioni”.