Bologna. Secondo una ricerca condotta dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna si stima che in regione le imprese di micro-piccole dimensioni familiari – imprese il cui titolare ha ereditato, è subentrato, oppure ha affiancato dei familiari, e imprese il cui titolare è attualmente affiancato nella gestione dell’azienda da qualche familiare o ha qualche familiare tra i dipendenti – sono 135.863, pari al 48% delle totale delle Mpi regionali.

“La crisi è più grave quando viene messa in discussione la stabilità di numerose famiglie, che hanno nell’azienda gestita da marito e moglie, e in cui a volte lavorano anche i figli, l’unica fonte di sostentamento – commenta Marco Granelli, presidente regionale di Confartigianato Emilia-Romagna nonché vicepresidente nazionale di Confartigianato Imprese -. Il nostro auspicio è che si dia finalmente corso alle promesse misure di sostegno, anche semplificando la burocrazia, sia per quanto riguarda la parte fiscale, con un significativo rinvio, sia per quanto riguarda la liquidità, che è il tema più urgente di tutti”.

Nel dettaglio a livello settoriale si tratta di 25.944 Mpi del Manifatturiero allargato, di 16.363 Mpi delle Costruzioni e di 93.556 MPI dei Servizi non commerciali.

A livello provinciale si contano 32.839 imprese famigliari in provincia di Bologna, 22.031 in provincia di Modena, 15.577 in provincia di Reggio Emilia, 13.759 in provincia di Parma, 12.184 in provincia di Rimini, 12.131 in provincia di Forlì-Cesena, 10.722 in provincia di Ravenna, 8.666 in provincia di Ferrara e 7.956 in provincia di Piacenza.

Si segnala infine che in Emilia-Romagna si stima un calo di fatturato a marzo del -29%, che diventa pari al -2,5% su base annua.