Imola. Si riduce in maniera significativa uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, il biossido di azoto (NO2), a seguito delle misure introdotte dal Governo per l’emergenza Coronavirus. Si stima una diminuzione dell’ordine del 50% nella pianura Padana: i valori mediani di tutte le stazioni di quest’area sono progressivamente passati da quantità comprese tra 26 – 40 microg/m3 nel mese di febbraio, a 10 – 25 microg/m3 nel mese di marzo. Il dato emerge dalle analisi elaborate da un team di esperti del Sistema nazionale di protezione ambientale (SNPA).

E la stazione di monitoraggio Arpae di viale De Amicis nella prima cintura del centro imolese, conferma questo trend calante, con una diretta, evidente e importante correlazione tra il traffico veicolare, che la centralina di monitoraggio lì posizionata rileva e l’inquinamento atmosferico.

Biossido di azoto a Imola. Andamento comparativo 2019-2020

Utilizzando i dati disponibili dell’agenzia della regione Emilia Romagna che si occupa di ambiente, è stato fatto un parallelismo tra i dati di marzo e aprile del 2019 e quelli corrispondenti del 2020. Si assiste ad un dimezzamento dei valori, ma si va anche oltre: in alcune giornate la diminuzione è superiore al 50%. Dopo due mesi di “quarantena” automobilistica questa è un’ipotesi fondata: la metà dell’inquinamento da biossido di azoto è dovuto al traffico veicolare, dove si forma all’interno delle camere di combustione dei motori in correlazione agli elevati valori di pressione e temperatura che ivi si realizzano.

Il biossido di azoto è un gas tossico di colore giallo-rosso, dall’odore forte e pungente, con grande potere irritante, essendo un ossidante altamente reattivo e corrosivo. Svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog fotochimico, essendo l’intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari molto pericolosi, come l’ozono, l’acido nitrico, l’acido nitroso.

Ma anche di suo provoca danni: è un gas irritante per le mucose e può contribuire all’insorgere di varie alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie. A Imola ad esempio le morti dovuti a infezioni croniche delle vie respiratorie hanno un triste record negativo, essendo al tasso più elevato nella popolazione della regione.

Ora si respira meglio, l’aria è più pulita, è un dato di fatto, è una considerazione che ci si scambia, quando per la strada, a distanza di sicurezza, ci si incrocia, tra una mascherina e un saluto.

Dai dati un’ulteriore deduzione, semplice e lineare: nei centri abitati dovrebbe essere bandito l’uso dei veicoli inquinanti. Dovrebbero circolare solo quelli ecologici o i mezzi pubblici.

(Caterina Grazioli)