Bologna. “Chi può garantire sicurezza deve poter riaprire, indipendentemente dalla filiera di appartenenza”, questa in sintesi la posizione unitaria uscita dalla riunione dei componenti del Patto per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna nei gioni scorsi.

Confartigianato Imprese Emilia-Romagna, rappresentata dal presidente Marco Granelli, che ricopre anche la carica di vice presidente vicario nazionale, ha partecipato e condivide il metodo di lavoro impostato sul confronto e sulla condivisione in seno a questo organismo distintivo della nostra regione, inteso anche come cabina di regia per la gestione di questa complessa fase storica.

“Chiediamo che le riaperture in questa fase di transizione siano concesse sulla base delle possibilità delle aziende di garantire adeguate condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla filiera di appartenenza – ha affermato Marco Granelli -. Fra queste l’Associazione individua fra le prioritarie le imprese dell’Acconciatura e quelle dell’Edilizia, due settori pesantemente penalizzati dalle misure di blocco sociale”.

Urgente e prioritario riaprire gli acconciatori
“E’ importante la ripresa delle attività di acconciatura – spiega il presidente Marco Granelli – non solo per i motivi evidenti di difficoltà economica di un settore che conta circa 10.000 imprese e che è completamente fermo da oltre un mese, ma anche perché una ripresa delle attività sarebbe un valido contrasto a fenomeni di abusivismo segnalati sempre più frequentemente in tutto il territorio regionale”.

Le imprese di acconciatura sono perfettamente in grado di garantire la sicurezza poiché possono ricevere per appuntamento regolando gli accessi dei clienti a turno sulla base della metratura del salone, possono far uso di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, visiere, guanti, camici monouso.

Serve un piano straordinario per le Costruzioni
Allo stesso modo deve poter riaprire rapidamente il comparto delle Costruzioni, che conta circa 70.000 unità. Marco Granelli ribadisce la necessità di un intervento straordinario: “Occorre una celebrità assoluta per mettere in campo cantieri e opere pubbliche per rafforzare un settore dell’economia già penalizzato nel corso degli anni e che costituirebbe un importante volano di ripresa. Quando diciamo celerità intendiamo anche l’urgenza di un decisivo taglio alla burocrazia; in Italia le imprese devono muoversi fra 160 mila norme, quando in Germania solo meno di seimila. Solo dal 13 aprile a oggi sono state emesse nel nostro Paese 367 ordinanze regionali”.