Quando c’è di mezzo un’epidemia, o peggio, una pandemia, l’informazione viaggia a velocità diverse rispetto al normale. L’attuale emergenza sanitaria ha visto il nascere dell’infopandemia, un vero e proprio boom di informazioni sui social network e sui canali digitali che, purtroppo, non sono sempre veritiere e verificate. La quarantena sicuramente favorisce il contatto con informazioni provenienti da fonti di ogni genere, aumentando la possibilità di diffusione di informazioni fuorvianti e fake news.

Al di là dell’istituzione, da parte del Governo, di una Task Force contro la disinformazione che, come ha dichiarato il sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella “Evita lo scompiglio e tutela la salute dei cittadini. Combatte la disinformazione, non le opinioni“, è stato garantito il diritto alla corretta informazione per la popolazione [Fonte].

Al pari dei servizi di primaria importanza quali attività bancarie, assicurative, alimentari e non solo, rimangono aperte anche le edicole per il reperimento dei giornali cartacei, un’attività consentita sia per gli esercenti sia per coloro che debbono recarsi presso i punti vendita per acquistare riviste e giornali. Non sono mancate le polemiche a riguardo, ma il Governo ha chiarito più volte che avere accesso a una corretta informazione non è solo un diritto, ma un vero e proprio antidoto contro la pandemia.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di una buona informazione
Il ruolo dei mezzi di informazione è oggi ancora più cruciale: i media sono impegnati a tutto tondo nella comunicazione, con il compito di divulgare le preziose informazioni sul virus e sullo stato dell’emergenza ma non solo: contrastare il dilagare delle fake news, che puntano al caos e fanno leva sull’emotività della popolazione, è un compito ancora più importante per evitare ulteriori danni al Paese. Come conciliare quindi il diritto di informazione con un senso di responsabilità sociale?

Una buona strategia in risposta all’emergenza che stiamo vivendo sembrano averla trovata gli italiani stessi, che, dalle proprie case, dimostrano la loro fame di buona informazione: dai dati emersi da Google, sono in notevole aumento le ricerche dei titoli di cronaca sui principali quotidiani digitali: La Repubblica conta il 50% in più delle ricerche rispetto al mese di febbraio ed è solo uno degli esempi. Risultano in aumento anche le ricerche per parole chiave come “edicole digitali” (+30%) e “notizie online” (+70%), una crescita che include anche le ricerche di tutti quegli utenti che, per esigenze professionali, hanno bisogno di un servizio di rassegna stampa online e aggiornato per il prosieguo delle attività lavorative da casa.

Le edicole digitali assumono quindi un duplice ruolo, come fonte di buona e affidabile informazione e, allo stesso tempo, come strumento per accedere all’informazione giornalistica italiana ed estera. Vi sono, ad esempio, edicole digitali che, sottoscrivendo un abbonamento singolo, permettono la fruizione delle riviste pdf e dei quotidiani del giorno – e degli arretrati – con la possibilità di leggerli online senza alcun download. Questo servizio fornisce un supporto diretto a chi lavora nel campo dell’informazione, perché permette l’accesso a tutto il giornalismo, non solo alle notizie pubbliche, con un set di funzionalità che facilita la gestione delle attività di rassegna stampa da casa.

Ricordiamo che i punti vendita sul territorio rimangono operativi per l’accesso a una corretta e affidabile informazione, per quella parte della popolazione che non ha modo di accedere alle notizie online riguadanti l’attualità e gli sviluppi dell’emergenza sanitaria attualmente in corso.