Angelo Del Boca me lo ripete sempre e da quando lo conosco. Quando gli chiedo, anche oggi, un suo pensiero sulla attualità di essere partigiani sempre mi rimanda al suo stupendo libro “La scelta”. Qui mi sostituisco a lui e cito due paragrafi dell’ultimo capitolo “Per un giorno o per la vita”.

Una premessa, questo libro ha vari capitoli che partono dal settembre del 1943 fino all’ultimo che data 1960. Era l’anno del Governo Tambroni e racconta dell’incontro di ex partigiani, nelle colline del piacentino dove 16 anni prima avevano combattuto, con il loro ex comandante. L domanda era se era giusto o meno ritornare sui monti, vista la situazione che si era creata in Italia.

“Vi domanderete se non avessi niente di meglio, dopo aver combattuto, che occuparmi del fascismo. Vedete, io non chiedo molto dalla vita: il fatto che sia rimasto quassù può provarvelo. Però sono testardo. E molto esigente. Così ho voluto andare a fondo della vicenda che sta al centro della mia vita e che mi dà il diritto di sentirmi uomo. Ho voluto fermarmi a lungo sui due lati della barricata, per rafforzare le mie convinzioni, per arricchire la mia scelta. Perché, voi sapete, ci sono vari modi di scegliere: si può scegliere per un giorno e si può scegliere per la vita. Io non sono il tipo di scegliere per un giorno …”

“Certo, tutto sarebbe più chiaro e facile, se ognuno sapesse scegliere per la vita. Ma scegliere è difficile, lo so, e lo sapete voi , che l’avete fatto sedici anni fa. E ancora più difficile è scegliere quando sembra che non ci sia nulla che spinga a farlo con urgenza. Scegliere nell’indifferenza, per la vita.”

Grazie Angelo, grazie e auguri per i tuoi 95 anni vissuti da uomo libero.

(c.m.)