Roma. E’ stato approvato il 23 aprile tra Governo e parti sociali il protocollo che integra le misure di sicurezza stabilite nel mese di marzo, in previsione dell’avvio della Fase 2. “Un accordo positivo, utile, che mantiene la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini la prima condizione per la ripresa dell’attività produttiva. Abbiamo fatto passi in avanti e ora dobbiamo dare gambe alla sicurezza dei lavoratori e alla ripresa produttiva”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta l’intesa raggiunta, dopo un lungo confronto, da governo e parti sociali per integrare il Protocollo di sicurezza, in vista della fase due.

Il nuovo Protocollo 23.04.2020_protocollo_sicurezza

“L’intesa – prosegue il leader della Cgil – verrà recepita in un dispositivo normativo. Questo ci consentirà di avere certezza ed esigibilità delle regole che abbiamo concordato. La ripresa del lavoro dovrà avvenire nella massima sicurezza, tanto che le condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione diventano un requisito cogente per riprendere o continuare a lavorare”.

“Sono state inserite – aggiunge Landini – regole per garantire uniformità di comportamenti nei siti con più aziende che operano nella stessa produzione e per responsabilizzare sia le aziende committenti che in appalto”.

“Per riorganizzare il lavoro, valutare i rischi, trovare le soluzioni più idonee, garantire la prosecuzione nella massima sicurezza delle attività produttive – conclude il segretario generale della Cgil – sarà importante il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali aziendali e dei comitati territoriali, che abbiamo inserito nel protocollo e che avranno il compito di garantire la massima adesione allo spirito e alla lettera del protocollo stesso”.