Pubblichiamo questa lettera aperta inviata ai cittadini di tutta Europa dai rappresentanti europei dei dipendenti del Gruppo Volkswagen.

Gentili Signore e Signori, spettabili cittadine europee e cittadini europei, care colleghe e cari colleghi, quali rappresentanti europei dei dipendenti del Gruppo Volkswagen ci rivolgiamo oggi al pubblico con questa lettera aperta, perché il futuro dell’Europa ci preoccupa.
La nostra impresa è uno dei più grandi datori di lavoro privati dell’Unione Europea. La nostra forza lavoro conta 670.000 dipendenti in tutto il mondo, di cui tre su quattro residenti nell’UE. I nostri marchi, le nostre sedi, i rapporti con i fornitori e le reti commerciali ci rendono europei come poche altre imprese nell’UE. Noi del Gruppo VW teniamo vivo nelle persone l’entusiasmo per la mobilità in tutti gli Stati membri dell’UE.
I nostri veicoli portano letteralmente l’Europa dentro di sé. Infatti questi prodotti sono parte di una comunità vivente di stati, a partire dallo sviluppo, passando per la produzione e distribuzione fino a raggiungere i molti milioni di clienti nell’UE.
Questa forza a livello europeo ci ha reso leader di mercato nel nostro continente nonché global player in un settore altamente competitivo.

In questo scenario i lavoratori della nostra impresa profondamente europea condividono, al di là dei marchi e degli stati, gli stessi valori che si rivelano decisivi per l’Europa nell’attuale crisi: Coesione e solidarietà. Tuttavia, queste condizioni di base per il nostro successo sono state messe a repentaglio dalla crisi dovuta al Coronavirus. Per noi rappresentanti dei dipendenti, questo è fonte di enorme preoccupazione. Volkswagen, e specialmente anche la Germania, traggono grande profitto dalle libertà del mercato unico europeo. In questi tempi di crisi, proprio la Germania nota più acutamente di quanto non sia accaduto da decenni che la nostra economia non è sostenibile all’interno dei confini nazionali. Sono le libertà del mercato interno europeo e la sua forza nel mondo a rendere l’UE competitiva a livello internazionale.

Come conseguenza della necessaria reazione al Coronavirus, questa forza si è come sbiadita da un giorno all’altro. Solo nel nostro settore, ciò riguarda 13,8 milioni di europei che lavorano per l’industria automobilistica. Si tratta di un buon sei per cento di tutti i posti di lavoro nell’UE. In questo stato di cose, che diventa ogni giorno più minaccioso per l’economia, scorgiamo un altro grande pericolo. Nell’UE, il nostro lavoro a livello industriale è già gravemente perturbato. Se questo accadesse anche alla nostra cooperazione politica nella comunità internazionale, il risultato sarebbe una perfetta situazione di stallo. Temiamo che l’Europa non si risvegli da un tale stato di doppia paralisi.

Le basi del nostro successo, dei nostri posti di lavoro, delle nostre regioni d’origine scomparirebbero irrimediabilmente. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un coordinamento politico e di un’azione comune decisiva a livello di UE, soprattutto in questa crisi. Ove necessario, dev’essere possibile mettere gli interessi nazionali in secondo piano. La crisi del Coronavirus ha una fine. Si tratta di un evento unico. Se, nella situazione attuale, le nostre rappresentanti politiche e i nostri rappresentanti politici non sono in grado di guardare oltre i confini dei propri paesi, tradiscono l’idea di Europa nell’ora decisiva.

Ci rivolgiamo quindi ai politici affinché affrontino i seguenti punti:
– La salvaguardia dei posti di lavoro e delle condizioni di lavoro in tutta Europa a lungo termine;
– Un programma per la ricostruzione dell’economia europea, finanziato sulla base della solidarietà, finalizzato al mantenimento a lungo termine della forza industriale europea;
– Un rilancio dell’industria automobilistica coordinato a livello europeo;
– Misure mirate per promuovere la mobilità pulita in tutta Europa, contribuendo al rinnovo della flotta in tutti i gruppi di reddito e i profili di utenza;
– Mantenimento dell’equilibrio politico tra economia, ecologia e ambito sociale;
– Iniziative a livello europeo per una più efficace prevenzione delle pandemie e una migliore protezione della salute dei lavoratori.

Fino a poche settimane fa, la nostra vita quotidiana era caratterizzata in maniera partecipativa da argomenti ben diversi dalla crisi dovuta al Coronavirus. L’elettromobilità e la digitalizzazione, ad esempio. Questi temi richiedono nel nuovo decennio un’ampia trasformazione della nostra forza lavoro. Le ecotasse previste dalla normativa europea sulle emissioni di CO2 e la svolta verso i motori a batteria sottopongono il nostro settore ad un’ulteriore pressione finanziaria. La sostenibilità, in particolare la compatibilità climatica e ambientale e l’equità generazionale, richiedono nuove iniziative e un dialogo sempre più intenso con i nostri stakeholder.

La politica non deve tuttavia perdere di vista le altre questioni importanti: sentiamo l’urgenza di una Brexit ordinata e, soprattutto, di reagire alle sfide rappresentate dai movimenti migratori. Noi, in qualità di rappresentanti dei lavoratori europei, siamo a favore di un’Europa dal volto umano e dal nostro punto di vista possiamo risolvere queste sfide solo insieme. Tutti questi argomenti non scompaiono con la crisi del Coronavirus. Purtroppo, passano solo in secondo piano. La loro urgenza e la necessità di intervento però non diminuiscono. Al contrario, questa pressione aumenta con ogni giorno sprecato nell’esitazione a trovare una soluzione europea.

Gentili Signore e Signori, spettabili cittadine europee e cittadini europei, questa lettera aperta del Comitato aziendale europeo del Gruppo Volkswagen è stata pubblicata in sette lingue diverse. Sono le lingue dei paesi europei in cui hanno sede i marchi principali riuniti nel nostro Gruppo: Tedesco, inglese, francese, italiano, svedese, spagnolo e ceco. Perché la nostra Unione Europea non parla una lingua comune. Anche sotto questo aspetto, è la diversità che ci definisce. Da decenni, la nostra comunità di Stati ha un inno comune. Questo inno europeo non ha bisogno di alcun testo in nessuna lingua. Nel linguaggio universale della musica, trasporta i tre valori europei fondamentali che uniscono tutti i paesi dell’UE. Questi tre valori sono la libertà, la pace e la solidarietà. Se anche uno solo di questi tre pilastri vacilla, l’intera casa Europa rischia di crollare. Noi, rappresentanti eletti dei lavoratori di uno dei maggiori gruppi industriali dell’UE, lanciamo un appello urgente a tutti gli Stati membri: Non distogliete lo sguardo da questi valori!

Continuate a mantenerli in vita! Agite con solidarietà! Da soli, non possiamo farcela. Insieme sì.

(Bernd Osterloh, Presidente del Comitato aziendale europeo e mondiale del Gruppo, a nome dei lavoratori e dei i rappresentanti dei dipendenti del Gruppo Volkswagen in Europa con i marchi Audi, Bentley, Bugatti, Ducati, Lamborghini, MAN, Porsche, Scania, Seat, Skoda, Volkswagen, VW Group Components, VW Financial Services, VW Commercial Vehicles e le altre società)