Sono un faentino di 30 anni che a ottobre 2019, assieme a moglie e figlia, ha iniziato un viaggio via terra con partenza dal Brasile passando per Uruguay e Argentina facendo volontariato.
A gennaio 2020 abbiamo comprato un’auto usata, abbiamo percorso buona parte del paese argentino e mentre risalivamo a nord siamo rimasti bloccati nella Patagonia settentrionale, perchè a partire dalla mezzanotte del 20 marzo il governo ha annunciato ufficialmente la quarantena sociale totale obbligatoria preventiva. Si può solo uscire per rifornimenti alimentari, farmaci e combustibile. Ci sono controlli intensi nelle strade da parte delle forze dell’ordine e volanti della polizia che fanno la ronda ogni istante comunicando con i megafoni di restare nelle proprie case.
Noi siamo in affitto in un appartamento piccolo nella periferia di una città non troppo grande e la provincia dove risediamo è una di quelle con solo un centinaio di casi. Il governatore della provincia ha attuato misure restrittive molto pesanti, per esempio di domenica non si può circolare, neanche a piedi e in bicicletta, si può uscire solo per emergenze e farmacie di turno. Siamo sempre chiusi in casa non avendo un giardino o spazio all’aperto, ma solo quattro mura, e usciamo una sola volta alla settimana per fare la spesa.
L’Argentina è stata considerata uno dei primi dieci paesi al mondo ad aver attuato una quarantena “prematura” iniziata con solo 97 casi e 3 morti, questo per garantirsi tempo nel caso di un possibile tracollo a livello sanitario visti gli avvenimenti in Europa. Per questo la situazione è molto meglio che quella attualmente in Brasile, Cile, Perù ed Ecuador. A livello di province argentine zone più critiche sono la provincia di Buenos Aires, la capitale Buenos Aires e le province di Chaco nel nord e Cordoba.
Noi siamo bloccati qui ma stiamo bene di salute e soprattutto essendo ben informati rispettiamo le norme dettate dal governo e dalla provincia, l’uso obbligatorio di dispositivi di protezione quali mascherine e guanti per andare al supermercato, quindi nei luoghi chiusi, anche se consigliano vivamente l’uso di mascherine anche nelle vie pubbliche e per questo tutti ne sono muniti. Bisogna solo uscire in caso di comprovate necessità altrimenti scattano multe salate e anche la possibile detenzione e sequestro di veicolo nel caso si circoli senza motivo.
Da alcune settimane siamo in contatto con i consolati italiani di Buenos Aires e Bahia Blanca per la possibile opportunità di essere rimpatriati dato che qui dove siamo si conclude il nostro viaggio, perché prima che si ristabilizzi la normalità e soprattutto si possa ancora viaggiare come prima ci vorrà molto tempo, pertanto non ha più senso viaggiare.
I connazionali e gli stranieri residenti in Italia che si trovano in Argentina per motivi quali turismo, lavoro e altro e vogliono far ritorno a casa (per motivo di assoluta necessità come per esempio fare ritorno al proprio domicilio) devono compilare una segnalazione online sul sito del ministero degli Esteri e così il consolato ha i propri dati a sistema. Di seguito tramite email ti contattano nel caso ci siano voli disponibili per il rimpatrio.
Ma il traffico aereo da e per l’Italia è stato completamente bloccato. Sono solo disponibili ora voli speciali/commerciali con unica compagnia, Alitalia, ma con prezzi impossibili, biglietti che costano più del doppio del normale perchè partono vuoti dall’Italia e arrivano in Argentina per caricare meno della metà dei passeggeri, circa 130, quindi se ne deduce che il passeggero deve pagare andata e ritorno insieme accollandosi una cifra enorme. Hanno istituito un volo il 23 aprile con partenza da Buenos Aires e diretto a Roma Fiumicino.
Noi abbiamo avuto la fortuna di essere stati avvertiti dal consolato, altre persone che conosciamo no. Tutti i biglietti, appena sono stati caricati i dati del volo sul sito della compagnia aerea, sono andati a ruba, rimanendo solo un’unica possibilità, la più cara. Il prezzo per 3 persone (2 adulti e un bambino) era di 5250 euro. Ci comunicano solo due giorni prima che il volo era disponibile a quella data. Il viaggio da dove siamo all’aereoporto di Buenos Aires (Ezeiza) è di 1222 km ed è a carico dell’interessato, bisogna acquistare il biglietto sul sito di Alitalia, inviarlo al consolato comunicando tutti i propri dati, tutte le città e le province che si attraverseranno, tutti i dati di chi ti accompagnerà all’aereoporto, data, ora, punto di partenza e arrivo. Non si può circolare di notte, non si può pernottare lungo la tratta per cui è un viaggio di giorno diretto senza soste, a parte il combustibile.
Dal Consolato, in seguito all’acquisto del biglietto, si riservano 24 ore per inviarti una nota per poter circolare fino all’aereoporto dopodichè si può partire dal proprio indirizzo ove si faceva la quarantena consapevoli che ci saranno circa una quindicina di posti di blocco di polizia a fermarti lungo la tratta per i controlli stradali. Quindi è senza ombra di dubbio un volo costosissimo che lo si perderà. Di seguito hanno istituito un secondo volo per il 25 aprile, sempre comunicato due giorni prima della partenza, ancora più caro, dove era disponibile solo la tariffa Business, perchè già da subito tutto prenotato, per 3 persone quasi 7000 euro, per essere rimpatriati.
In un momento come questo chi è cittadino deve acquistare i propri diritti, come cittadino si deve comprare a lauto prezzo il diritto di essere rimpatriato. Questi sono voli per ricchi, per chi ha le possibilità economiche e chi non le ha rimane bloccato dov’è. Noi abbiamo la fortuna di avere un mezzo da poter guidare fino a destinazione e persino chi ci può accompagnare, ma c’è chi è solo a piedi con zaino in spalla e non ha nessuno.
Ci sono famiglie con figli come la nostra, giovani e coppie bloccate qui in suolo argentino che hanno finito i soldi e vogliono tornare a casa ma non possono perchè per tornare devono spendere più del doppio per un biglietto e si trovano a migliaia di chilometri dall’aereoporto. E mentre tutto questo succede sulle spalle della povera gente i politici, i ministri e le autorità consolari spacciano attraverso i media queste operazioni di rimpatrio come operazioni per facilitare il recupero dei connazionali. In realtà non facilitano niente.
In televisione oltre a dire che procederanno al rimpatrio non fanno altro che dire apertamente che si assumono le proprie responsabilità ma quando si fa loro reclamo rispondono che non è di loro competenza e scaricano il problema come se fosse degli altri proprio come fanno le autorità consolari italiane qui in Argentina con Alitalia dicendo che non hanno nulla a che vedere con i prezzi stabiliti dalla compagnia. Pertanto è una situazione assurda e ridicola, vissuta in prima persona da chi è bloccato qui, straniero in terra straniera. Noi siamo rimasti ancora qui solo perchè ci mancano le possibilità e attendiamo prossimi sviluppi e soprattutto possibilità abbordabili di rientro. Ritengo sia vergognoso speculare sui prezzi in un momento di assoluta gravità come questo.
(Testo raccolto da Massimo Mongardi)