Egr. direttore,
Noi, cittadini per un Autodromodiverso, ci stiamo approntando per affrontare un evento che manca, nella nostra Imola, dall’ormai lontano 2007. E non è cosa da poco. Se, come sembra, a partire dal 4 maggio sarà consentito ri-prendere possesso dei parchi, delle passeggiate e di un tratto di vita in mezzo al verde per respirare un po’ di primavera, ci sarà concesso di usufruire dell’ormai perso Parco delle Acque Minerali e della bellissima passeggiata lungo fiume, tutta intera, dallo stretto ponte a sud della città fino a quello in pietra rossa della via Emilia che se ne esce dal centro urbano.

E potremo farlo in tutta tranquillità e silenzio: non ci saranno rumorosi e inquinanti bolidi sfreccianti sull’asfalto della pista, non udremo devastanti rombi che fuoriescono da marmitte fuori da ogni regola: magari ci sarà concesso di ascoltare il cinguettio di qualche passeraceo o altro. Male che ci vada, ascolteremo il silenzio e non si creda sia cosa da poco. Condivideremo il primo lungo tratto con i cani, accompagnati dai loro padroni, anche loro finalmente liberi di correre e annusare il loro mondo in piena libertà e se qualcuno di quei pelosi quadrupedi si avvicinerà per annusarci, ci porteremo alla loro altezza piegando le ginocchia e mostrando loro le mani aperte in segno di cordiale amicizia, poi una buona grattata dietro le orecchie e via. Il secondo tratto, passato il ponte di viale Dante, risulta essere non poco deturpato dal muro che limita il secondo centro della città (così si esprimevano l’ex sindaco Manca e il di lui assessore Tronconi), ma tutto non si può avere.

Quando, in fondo, ci soffermeremo ai margini della zona pedonale del ponte in pietra e guarderemo la vasta zona verde ai due fianchi del Santerno, rifletteremo sullo strano caso di una pandemia che provoca gravi lutti e pesanti danni al sistema Italia ma ci restituisce il silenzio e la pace del verde ai margini della nostra città. Non temete e non abbiate dubbi: anche questa disastrosa infezione passerà, ci segnerà nel profondo lasciando tracce indelebili, ma sbugiarderemo tutti quanti affermano che questo disastro ci cambierà. Appena sarà possibile i motori a scoppio a combustione interna ritorneranno a prendere possesso delle rive del fiume e dello storico parco cittadino incapaci di prendere atto del trascorrere del tempo e non curanti delle oramai tante auto che corrono sulle nostre strade in perfetto silenzio e con inquinamento uguale a “0”. Occorre che tutto cambi perché nulla cambi: Tommasi di Lampedusa.

(Cittadini per un Autodromodiverso)

P.S. anticipiamo quanti ci accuseranno di non tenere conto del famoso indotto e della enorme mole di ricchezza che l’utilizzo della pista porta alla città. Ce ne scusiamo in anticipo. Noi, sicuramente sbagliando, siamo dalla parte di quelli che ancora credono che la propria libertà debba terminare dove inizia quella degli altri a noi vicini. Testardi conservatori!