Imola. Il Rapporto sulle povertà 2019 della Caritas esce in ritardo rispetto ai tempi previsti. È inutile specificare il perché. La pandemia ha travolto le nostre abitudini e si è dovuto riorganizzare in sicurezza il servizio.

“Molte delle persone che seguiamo – spiegano dalla Caritas – hanno visto il loro fragile equilibrio lavorativo venire spazzato via, con tutte le conseguenze a cascata. Contemporaneamente abbiamo visto affacciarsi alla nostra porta molti volti nuovi. La fotografia del Rapporto 2019 mette in evidenza bisogni che ancora oggi riconosciamo presenti nelle persone accompagnate. Ciò che cambierà nel corso del 2020 sarà purtroppo un loro incremento perché verranno a mancare lavoro e reddito, posti letto e abitazioni, e sarà soprattutto necessario qualcuno che stia loro vicino. Desideriamo continuare l’opera di sensibilizzazione sui bisogni che ci vengono espressi, anche attraverso alcuni contributi multimediali sulle nostre pagine social”.

La Caritas diocesana di Imola compie quest’anno 40 anni e aveva pensato una serie di eventi che probabilmente salteranno. Forse si farà  meno “festa”, ma magari questo silenzio forzato aiuterà ad ascoltare ancor di più i bisogni delle persone. Perché, come ha detto Papa Francesco, “il rischio ora che cominciamo a proiettarci verso la ripartenza, è che ci colpisca un virus ancora peggiore, quello dell’egoismo indifferente, che si trasmette a partire dall’idea che la vita migliora se va meglio a me, che tutto andrà bene se andrà bene per me”. La Caritas cercherà di continuare a fare la sua parte. Nella concretezza, dai fondi 8xmille diocesani e nazionali e dalla generosità di tanti benefattori, si potrà fin da subito mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà un extra budget di 70mila euro per il territorio diocesano.