Bologna (aggiornamento ore 12 dell’1 maggio). Oggi non partiamo dai numeri, ma da una accorata riflessione del sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi: “Di Covid-19 si può morire direttamente perché contagiati – come capitato a Donatella, l’operatrice sanitaria ricordata ieri e ad altri 13 faentini – ma si può morire anche indirettamente (dentro l’anima) – racconta Malpezzi -. In questi ultimi giorni i numeri, non del tutto confermati anche per la delicatezza dei casi in questione, ci raccontano di un aumento dei suicidi; nelle ultime settimane almeno tre a Faenza. Non ho competenze mediche specifiche e ho sempre cercato di parlare di cose che conosco o comunque dopo essermi informato. Inoltre l’abisso umano è talmente profondo, unico e irripetibile che è impossibile generalizzare. Senza dubbio però le sofferenze già presenti prima dell’emergenza, è inevitabile che in questo periodo tendano ad amplificarsi. E sappiamo come, a volte, basti davvero poco a spezzare i delicati equilibri psicologici di una persona e condurla a non vedere più alcuna via d’uscita”.

Foto di Rottonara da Pixabay

Ausl e Comune hanno attivato anche a Faenza sportelli di supporto psicologico e “in città operano e lavorano tanti bravi professionisti, psicologi e psicoterapeuti. Mi chiedo però se sia sufficiente questo per sentirci a posto con la coscienza o se ciascuno di noi, attraverso la propria capacità di relazione con gli altri, non possa fare qualcosa di più per riattivare quei legami interpersonali e sociali messi in crisi. Ce lo si chiede e purtroppo ci si sente impotenti”.

Le preoccupazioni delle persone
“Raccolgo sempre più spesso, come immaginerete – racconta sempre Malpezzi -, sollecitazioni di farmi portavoce di una ripartenza più accelerata. Dal mondo economico ovviamente, da chi è senza stipendio, ma non solo. Sento genitori sempre più in difficoltà con i loro figli che iniziano a esprimere le loro emozioni attraverso rabbia, noia, frustrazione. Soffriamo noi, soffrono i bambini, soffrono tremendamente le persone disabili. E torniamo a quanto dicevo poco fa. Dall’altra parte tanti fanno valutazioni opposte. Persone preoccupate – comprensibilmente – dalla riapertura delle aree verdi, dalla disinvoltura con cui molti stanno già abbassando la guardia, come se il pericolo fosse scampato, nella convinzione che poi ognuno ha diritto di fare quel che vuole. Ci sono ragioni da parte degli uni e degli altri. Io dico questo: non possiamo pretendere che le persone stiano tappate in casa. Possiamo e dobbiamo invece pretendere che tutti si proteggano e rispettino le regole di sicurezza. Perciò vi preannuncio che – dopo approfondita discussione fra tutti i sindaci della provincia – da Lunedì 4 riapriremo parchi e aree verdi a Faenza. Ma ci saranno regole ben precise che, se non rispettate, a seguito del potenziamento dei controlli, obbligherà il Comune a richiuderle immediatamente. Quella dei sindaci “sceriffi” è un’immagine che non mi piace, ma – in qualità di autorità sanitarie locali – se non facessimo rispettare queste regole, ne saremmo responsabili”.

Foto di Mircea Iancu da Pixabay

La situazione nel circondario imolese
Sono 3 i nuovi casi positivi al coronavirus, di cui 2 ad Imola ed uno a Castel S. Pietro Terme. Salgono a 379 i casi positivi refertati dalla nostra Ausl dall’avvio della pandemia, su un totale di 4366 tamponi: 217 maschi, 162 femmine; 23 con 85 e più anni, 70 tra i 75 e gli 84 anni, 81 tra 65 e i 74 anni, 198 tra 14 e 64 anni (e più precisamente 55 nella classe d’età 14-39 e 143 tra i 40 e i 64) e 7 al di sotto dei 14 anni. Di questi, i casi attivi, ossia ancora positivi, sono 102 (28 a Medicina, 46 a Imola, 6 a Castel San Pietro, 4 a Castel Guelfo, 1 a Dozza, 2 a Mordano, 2 a Borgo Tossignano, 13 fuori dal Circondario).

239 sono i guariti con doppio tampone (116 a Medicina, 80 a Imola, 25 a Castel San Pietro, 4 a Mordano, 5 a Dozza, 2 a Borgo Tossignano, 3 a Casalfiumanese, 3 a Castel Guelfo, 1 fuori dal Circondario) e 38 i decessi (28 a Medicina, 5 a Imola, 3 a Castel San Pietro Terme, 1 a Dozza, 1 residente fuori dal Circondario).

Dalle 8 di ieri alle 8 di stamattina sono stati 4 i ricoveri di Pronto Soccorso covid correlati. 9 i ricoverati per Covid (3 in Terapia Intensiva e 6 in reparto. Salgono a 17 le persone ospitate all’Eurohotel.

La situazione a Faenza e nel ravennate (al 30 aprile)
I dati provinciali al 30 aprile fanno registrare un contagio in più, a Russi, mentre Ravenna piange purtroppo un decesso. 39 persone, invece, sono risultate guarite definitivamente. A Faenza nessun nuovo contagio e null’altro di particolare da segnalare relativamente all’epidemia.

La situazione in regione
In Emilia-Romagna, dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si sono registrati 25.644 casi di positività, 208 in più rispetto a ieri. I test effettuati hanno raggiunto quota 188.264 (+5.407). Salgono le nuove guarigioni, 259 in più rispetto a ieri (12.581 in totale) e continua il calo dei casi attivi, cioè il numero di malati effettivi a oggi: -79, passando dai 9.563 ai 9.484 odierni.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, arrivano complessivamente a 6.383, -19 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 197 (-9). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-34).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 12.581 (+259): 3.321 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 9.260 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 28 nuovi decessi: 11 uomini e 17 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.579. Un decesso precedentemente attribuito a una provincia fuori regione è stato correttamente attribuito a un territorio dell’Emilia-Romagna. I nuovi decessi riguardano 6 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 2 in quella di Reggio Emilia, 2 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ravenna, 2 in quella di Forlì-Cesena (nessun nuovo decesso nel forlivese). Nessun nuovo decesso nel ferrarese e nel riminese.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.115 a Piacenza (53 in più rispetto a ieri), 3.177 a Parma (20 in più), 4.713 a Reggio Emilia (53 in più), 3.678 a Modena (21 in più), 4.079 a Bologna (39 in più), 379 le positività registrate a Imola (3 in più), 926 a Ferrara (5 in più). In Romagna sono complessivamente 4.577 (14 in più), di cui 982 a Ravenna (0 in più), 895 a Forlì (4 in più), 691 a Cesena (6 in più), 2.009 a Rimini (4 in più).

Ospedale Bellaria Bologna (Foto Asl Bologna)

La rete ospedaliera
Da Piacenza a Rimini, il piano di rafforzamento messo a punto dalla Regione ha portato complessivamente ad oggi a 4.226 posti letto attivati per i pazienti Covid-19: 3.767 ordinari (156 meno di ieri) e 459 di terapia intensiva (stesso numero di ieri). Nel dettaglio: 516 posti letto a Piacenza (di cui 34 di terapia intensiva), 894 Parma (50 di terapia intensiva), 453 a Reggio Emilia (45 di terapia intensiva), 502 a Modena (70 di terapia intensiva), 944 tra Bologna e Imola, e dunque nell’area metropolitana (138 terapia intensiva, di cui 8 a Imola), 322 a Ferrara (38 di terapia intensiva), 595 in Romagna, di cui 84 per terapia intensiva. Nel dettaglio: 178 a Rimini (di cui 39 per la terapia intensiva), 104 a Ravenna (di cui 14 per la terapia intensiva), 97 a Lugo (di cui 10 per la terapia intensiva), 24 a Faenza, al San Pier Damiano Hospital; 89 a Forlì (di cui 10 per la terapia intensiva), 73 a Cesena (di cui 11 per la terapia intensiva) e 30 posti letto a Villa Serena.

Dispositivi di protezione individuale
Dal Dipartimento nazionale della protezione civile, sono arrivate oggi ai magazzini dell’Agenzia 520.000 mascherine chirurgiche, 80.000 mascherine ffp2, 100.000 mascherine monovelo Montrasio, e altre 20.000 mascherine provenienti da donazioni; il materiale sarà distribuito secondo le necessità del sistema sanitario regionale.

Sul sito del Dipartimento e del Ministero della Salute, sono aggiornati i dati complessivi dei DPI e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome, attraverso il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti).

Su indicazione del Dipartimento, si comunica che Nissan Italia ha messo a disposizione del sistema di protezione civile, in comodato d’uso gratuito, 244 vetture modello Qashqai per il periodo riferito all’emergenza nazionale Covid-19. Per l’Emilia-Romagna, saranno ritirate 9 auto, così destinate: 2 a San Lazzaro di Savena (BO), 2 a Ravenna, 2 a Rimini, 2 a Modena e una a Parma.

Personale sanitario volontario da altre Regioni
Dall’inizio dell’emergenza, sono giunti in Emilia-Romagna quattro contingenti di infermieri (totale 69) e altrettanti di medici (totale 56).

Volontariato
Sono stati 1.131 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati ieri nell’emergenza; dall’inizio delle attivazioni del volontariato, sono 37.324 le giornate complessive accumulate. I coordinamenti provinciali con più volontari impegnati risultano quelli di Piacenza, Parma, Rimini e Reggio Emilia. Le due attività più rilevanti sono il supporto ai Comuni per l’assistenza alla popolazione (su tutto il territorio regionale, coinvolti oltre 750 volontari) e alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, nel trasporto campioni sanitari e tamponi, nella consegna di farmaci (Cri e Anpas per 311 volontari complessivi).

Volontari di protezione civile sono occupati anche in funzioni di segreteria e supporto logistico presso i Coc dei vari Comuni o presso le sedi dei Coordinamenti provinciali; nel piacentino, i volontari sono coinvolti anche nella distribuzione di mascherine alla popolazione; nel parmense, prosegue la sanificazione dei mezzi di soccorso.

Drive Through e Pre-Triage
Sono 13 le strutture per effettuare i tamponi di verifica a chi è in via di guarigione, approntate con il concorso dell’Agenzia e dei coordinamenti provinciali del volontariato di protezione civile: da tempo sono attive postazioni a Parma (2, l’ultima presso il Campus universitario), Castelnovo ne’ Monti (RE), Guastalla (RE), due a Modena (di cui una davanti al PalaPanini svolge gli screening sierologici sulla popolazione), Bologna e Imola (BO), Cesena (FC), Forlì (FC), Bagno di Romagna (FC), Rimini (RN) e Faenza (RA). Strutture che si aggiungono a tutte le altre presenti sul territorio regionale allestite dalle Aziende sanitarie.

Sono 34 i punti-di pre-triage attivi in E-R (11 davanti alle carceri, 23 per ospedali e cliniche): 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città); 3 nella città metropolitana di Bologna (Sant’Orsola e Maggiore, e a Imola); 2 in provincia di Ferrara (Argenta e Cento); 1 in provincia di Forlì-Cesena (Meldola); 3 in provincia di Rimini (Rimini città, fra cui quella appena montata davanti alla Casa di cura “Villa Maria”); 1 nella Repubblica di San Marino (la postazione davanti all’Ospedale di Stato è composta dal pre-triage per i pazienti in ingresso e dalla nuova tenda per gli screening sierologici alla popolazione).

Donazioni
I versamenti vanno effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964, causale: Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus.