Dopo due mesi di questo nuovo, strano, straordinario modo di vivere che sempre più accompagnerà la nostra vita sto notando l’esasperazione di comportamenti personali che, in alcuni casi, diventano comunità. Lavorando senza sosta sette giorni su sette e occupandomi dei problemi che ognuno mi pone, ininterrottamente, ho avuto modo di rendere ancora più evidenti le tipologie di persone che portano i loro comportamenti e atteggiamenti ad essere reiterati in modo ossessivo.

La prima delle categorie di cittadini che si palesa è quella che le ricorrenti classificazioni sociologiche definiscono frustrati. Senza nulla fare, senza nulla proporre, attendono provvedimenti, opinioni ecc. per dichiararsi contro, per lamentare un difetto, una carenza, una mancanza. Ciò indipendentemente dagli effetti benefici sull’insieme della popolazione che le scelte in questione producono. Sono quelli che Dante nella Divina Commedia definisce “immersi nel fango della loro rabbia”. Per fortuna parliamo di un’esigua minoranza di cittadini. Altra categoria, più stratificata, ma ben definita sono gli egoisti, coloro che chiedono per se stessi e si alterano ad un no ricevuto in quanto acconsentire alla loro richiesta porterebbe nocumento all’intera collettività. Anche in questo caso parliamo di poche persone.

Poi c’è la maggioranza bella delle e dei massesi, i generosi, coloro che senza esitare si mettono a disposizione, donano tempo e/o soldi pur essendo a volte in difficoltà perché “c’è qualcuno che sta peggio di me”. Questi miei concittadini mi commuovono fino alle lacrime, alleggeriscono giornate che anche per il sindaco e gli amministratori del nostro Comune sono pesantissime da ogni punto di vista, pratico, fisico, morale.

Sono le persone che portano un alto esempio etico, che indicano la via da seguire ora e in futuro, quando dovremo riconsiderare abitudini, modi di fare, la quotidianità insomma. Sono le persone che aiuteranno tutti noi a diventare migliori, a scegliere la virtù del donare non solo qualcosa di materiale, ma un sorriso, un incoraggiamento, coloro che permetteranno di abbassare i toni di polemiche pretestuose che, per fortuna in pochi, continuano ad alimentare perché sono ormai la cifra di esistenze povere di valori e di prìncipi solidali adeguati. E’ di qui che dovremo ripartire, oltre alle scelte che i vari livelli che legiferano definiranno. Intanto continuiamo a rispettare con rigore quanto ci è imposto, a partire da un adeguato distanziamento sociale, perché l’emergenza non è terminata. Ma così facendo, insieme alle battaglie parziali, vinceremo tutti insieme la guerra contro questo subdolo, invisibile nemico.

(Daniele Bassi , sindaco di Massa Lombarda  – Foto di Lorenzo Celli)