La fase due per le imprese agricole c’è da tempo, anzi il primo grave problema è quello della manodopera stagionale. Ne parliamo con la ministra Teresa Bellanova.

Come si muoverà il governo, quali strumenti per pagare regolarmente gli stagionali senza creare nuovi e tortuosi percorsi burocratici?
“Ho detto sin dall’inizio, e l’ho ribadito anche nell’informativa alle Camere, che mappatura dei fabbisogni del lavoro agricolo e incrocio trasparente e immediato tra domanda e offerta di lavoro, grazie ad una piattaforma pubblica che Anpal avrebbe già dovuto realizzare, costituiscono la via maestra per rispondere in modo strutturale al bisogno di manodopera stagionale da parte delle imprese agricole. Ben sapendo come, a differenza di altri settori, in agricoltura questa esigenza possa anche determinarsi da un momento all’altro a seconda delle condizioni climatiche e che, ovviamente, il lavoro in agricoltura richiede anche saperi, competenze, professionalità specifiche. Particolare importante che in queste settimane rischia di passare assolutamente sotto silenzio. La via maestra è questa, quella che garantisce soluzioni definitive su questo tema. Quanto ai percorsi burocratici, sin dal mio insediamento ho detto alle associazioni: aiutatemi ad aiutarvi, perché tutti gli strumenti a disposizione possano poi essere concretamente esigibili senza obbligare gli agricoltori a produrre montagne di carta invece che cibo eccellente. Va in questa direzione l’impegno a una semplificazione degli strumenti di assunzione, purché puntuali e mirati all’esigenza specifica della raccolta. Una cosa è certa: questa crisi così drammatica ha dimostrato tutta la strategicità e la centralità, nel nostro Paese e in Europa, del settore primario. Che noi dobbiamo essere capaci di valorizzare e sostenere pienamente: garanzia degli approvvigionamenti, sicurezza alimentare, qualità e tutela del lavoro, futuro dell’agricoltura, innovazione, nuove generazioni sono elementi tutti fortemente interconnessi.”

Da questa fase le imprese agricole devono poter uscire vive e in forma. Quali tempi ci sono per le azioni di sostegno e come verrà concretamente abbattuto il muro burocratico?
“Snellimento, semplificazione e velocizzazione sono le parole d’ordine che orientano molte delle azioni a sostegno del settore primario e della pesca nel Cura Italia. Sono tra le priorità che abbiamo posto a Bruxelles in questi mesi, accolto dalla proposta della Commissione Europea Agricoltura su cui si aprirà il confronto con Commissione europea e Consiglio. In particolare, e tra le altre richieste comunque significative, considero di rilievo, in linea con le nostre sollecitazioni in questi mesi e in queste settimane di drammatica emergenza, la richiesta di estensione dell’attuale PAC mantenendo inalterati gli attuali livelli di finanziamento, evitando all’Italia tagli di quasi il 4% sui pagamenti diretti e di oltre il 15% sullo sviluppo rurale; il rafforzamento della riserva di crisi finanziata con risorse extra Pac per 400 milioni annui; il rafforzamento degli strumenti di gestione della crisi con una diminuzione dal 30 al 20 per cento delle soglie minime di perdita di reddito o di produzione anche per i fondi mutualistici; il recupero dei diritti di impianto dei vigneti permettendo ai nostri viticoltori di utilizzare i loro diritti in portafoglio e non perdere migliaia di ettari di potenziale vitivinicolo. Quanto al Cura Italia e al Decreto Credito il settore agricolo vi figura a pieno titolo, e la parola d’ordine è assoluta velocità nell’esigibilità degli strumenti messi in campo. Penso, tra l’altro: agli anticipi PAC, per oltre 1.4 miliardi di euro di liquidità per le imprese a partire dal mese di giugno; alle misure sulla semplificazione per i pagamenti nazionali che ci consentiranno ulteriori sblocchi di fondi fermi da tempo; ai 100 milioni stanziati per  concedere le garanzie in favore dell’agricoltura e della pesca attraverso Ismea, già proficuamente al lavoro in questa direzione; al Fondo da 100 milioni per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari e sui mutui contratti dalle imprese, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca, compresa quella delle acque interne; al rafforzamento del Fondo rotativo per le imprese di Cassa depositi e prestiti per il finanziamento a tasso agevolato degli investimenti realizzati dalle imprese della filiera avicola, all’estensione del pegno rotativo a tutti i prodotti agroalimentari DOP e IGP. Ma penso anche alle risorse, 50milioni, destinate a impedire lo spreco contrastando l’emergenza alimentare. E, proprio in fatto di semplificazione, alla possibilità che la visita medica per i lavoratori stagionali valga finalmente un anno, rendendo la vita più semplice a lavoratori e imprese.”

(a cura di m.z.)