Da sinistra Matteo Martignani, Matteo Renzi e Giovanna Cappello

Imola. Italia Viva pone l’accento sullo stato dell’arte dell’erogazione di liquidità alle imprese del territorio locale. Ed è preoccupata sulla reale situazione che si riscontra in città a più di tre mesi dalla diffusione della pandemia.
“Purtroppo, da diverse imprese e persino da addetti ai lavori (ossia dipendenti di istituti di credito), ci giungono numerose segnalazioni di estrema lentezza nell’erogazione dei finanziamenti coperti da garanzia dello Stato al cento per cento – fanno sapere i referenti di Italia Viva Imola Giovanna Cappello e Matteo Martignani -. Ci preme ricordare che la norma garantisce la mancanza di istruttoria preliminare nell’erogazione degli importi menzionati. Inoltre, aspetto nettamente pretestuoso, viene negata la concessione dei finanziamenti quando talune aziende presentano un bilancio con patrimonio netto negativo senza che siano sottoposte a procedure concorsuali di nessun genere. Anzitutto, si ravvisa un discrimine tra aziende in contabilità ordinaria e aziende in contabilità semplificata, nonostante la diminuzione del fatturato e degli introiti sia trasversale”.
Per i referenti locali di Italia Viva, su questo tema si potrebbe aprire un lungo dibattito che andrebbe a ricercare, quando i tempi saranno più tranquilli, “un responsabile che abbia avallato pratiche di ricorso abusivo al credito e un legislatore che, nella concitazione del periodo, si ‘dimentica’ di disciplinare tale aspetto di rilevanza fondamentale”.
Insomma, a farne le spese sono, come spesso accade, le piccole e medie imprese, una marea nel territorio imolese, costrette ad un lungo lockdown, ad un’incertezza esponenzialmente crescente sul proprio futuro e ad una crisi di liquidità che rischia ogni giorno di divenire sistemica e irreversibile.
“Non possiamo permetterci di subire una crisi economico-finanziaria addirittura peggiore di quella del recente passato – alzano il tiro Cappello e Martignani -, auspichiamo che le banche e gli intermediari finanziari, conoscitori della propria clientela e del tessuto produttivo del territorio, siano maggiormente celeri e meno burocratici nella concessione del credito, e che il legislatore abbia una visione lungimirante di stimolo alla ripartenza e non si limiti a riconoscere solo sussidi limitati nel tempo e senza una prospettiva per il domani”.