Castel San Pietro (Bo). Il sindaco Fausto Tinti ha incontrato lunedì 11 maggio, nella sala del Consiglio Comunale, un gruppo di commercianti del settore della moda del Comune del Sillaro esasperate per prolungata chiusura delle loro attività.

“I giorni passano, la merce è ferma. La collezione primavera ci rimane in negozio ed è da pagare. E anche gli abiti da cerimonia – hanno affermato le commercianti -. Le spese le abbiamo comunque, l’affitto, le utenze”.

“Vi capisco, sono dalla vostra parte – ha esordito il sindaco -. La moda è un settore che risente della stagionalità e la deperibilità della merce non riguarda solo i generi alimentari. Io stesso ho coordinato un tavolo della Città Metropolitana dove, su indicazione della Regione, abbiamo scritto tutti i protocolli, le linee guida per riattivare tre settori: manifattura (che comprende la moda), automotive e automazione. Abbiamo fatto di tutto per riaprire la filiera della moda, abbiamo riaperto il Centergross, ma non i negozi. Abbiamo dimenticato l’ultimo miglio! Sono stupefatto ed estremamente contrariato. Capisco che questo genera rabbia e sconforto”

“Il mio negozio è 60 mq, già normalmente entra una sola persona alla volta, ho igienizzato tutto: perché aspettare ancora? Perché altri settori del commercio hanno riaperto e noi no?” ha aggiunto una delle presenti.

“Non è una guerra fra categorie, dobbiamo essere uniti – ha risposto il sindaco -. Nessuno vuole il centro di Castello deserto. La gente deve poter andare a comprare nei negozi. Ma c’è un problema di omogeneità nel Paese. Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini avrebbe voluto aprire prima i negozi, ma ha dovuto adeguarsi alle direttive del Governo. Non possiamo prendere noi questa decisione. Stiamo navigando fuori dalle Colonne d’Ercole. Quando il Governo deciderà di riaprire, con ogni probabilità il 18 maggio, dovremo tutti applicare i protocolli di sicurezza. Dovremo tutti abituarci al cambiamento. Ci saranno i controlli ma la responsabilità è di tutti. I cittadini devono sapere che mettono a rischio anche voi, in caso di ritorno del contagio”.

“Non si muore solo di Covid. Se un commerciante chiude, poi cosa fa? Molti danni ormai sono già fatti. Chi ci aiuta?” ha chiesto un’altra delle intervenute.

“Come Comune, d’accordo con le associazioni di categoria – ha concluso Tinti -, utilizzeremo il fondo di 150mila euro, che avevamo a bilancio per la riqualificazione del centro storico, per assegnare un bonus a tutte le attività che in questo periodo hanno dovuto tenere chiusa l’attività. Il bando è uscito oggi. Questo è tutto quello che possiamo fare, poi spetterà al Governo dare una mano”.