Il nuovo CdA del Con.Ami riunito il 12 maggio nell’ex chiesa dell’Osservanza

Imola. “Per quanto riguarda la governance dell’autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’ è allo studio un progetto che potrebbe portare a modifiche nel modello organizzativo. Quest’anno è di transizione vista l’emergenza Coronavirus che avrà un impatto difficile sul bilancio 2020, mentre quello per il 2019 si è chiuso senza particolari criticità”. E’ uno dei segnali più importanti dati dal nuovo presidente del Con.Ami Fabio Bacchilega nella conferenza stampa tenuta il 12 maggio insieme al Consiglio di Amministrazione formato anche da Maria Cristina Motta e Leonardo Zanetti (indicati da Imola), Carlo Baseggio (dal territorio faentino) e da Mirko Minghini (zona di Castel San Pietro) nell’ex chiesa del complesso dell’Osservanza ristrutturata ad Auditorium con i risparmi rimasti dai fondi erogati da un bando regionale per il ripristino dell’esterno del complesso dell’ex manicomio, nelle immediate vicinanze del centro storico.

A dimostrazione della ritrovata unità dopo i dissidi dell’era Sangiorgi, alle domande dei giornalisti ha risposto solamente Bacchilega divenuto ufficialmente presidente il 28 aprile e designato antecedentemente unitariamente da tutti i soci, ovvero i 23 Comuni del Consorzio che insistono su tre province e due regioni. Ma nei mesi scorsi il CdA, momentaneamente a quattro, si è riunito in via telematica più volte portando avanti un lavoro positivo.

“Bacchilega ha anche sottolineato come proprio nei giorni scorsi, su sollecitazione del Con.Ami, “sull’autodromo sia appena partito un Tavolo di confronto che riteniamo possa essere costruttivo con altri attori importanti. L’autodromo rappresenta un brand importantissimo ma non dobbiamo più associarlo, come in passato, esclusivamente alla materia motoristica. Un contenitore multifunzionale che dovrà autosostenersi dal punto di vista economico nel rispetto delle leggi vigenti in materia ambientale e di impatto acustico. A tal proposito, il Con.Ami ha riattivato le procedure di gara d’appalto per la realizzazione della barriera antirumore in via dei Colli”.

Si è parlato anche di un’ipotesi di ritorno della Formula 1 nel circuito del Santerno che manca da 14 anni sul tracciato del Santerno…

“Più che un’ipotesi la definirei una suggestione che al momento è molto difficile se non impossibile che si verifichi visto che le gare, anche le Superbike che sono saltate o le MotoGp, sarebbero almeno quest’anno a porte chiuse e comporterebbero comunque costi molto assai elevati per sanificare il paddock e una zona estesa dove si troverebbero a lavorare non una cinquantina di persone, ma circa 1700”.

Nel settore turistico, ha appena lasciato il suo incarico il direttore di If Erik Lanzoni. Ci sono stati problemi?

“Assolutamente no, siamo grati a Lanzoni per l’ottimo lavoro svolto in If, ha deciso di intraprendere una nuova strada professionale importante per lui, ma all’interno della società turistica Imola-Faenza abbiamo persone valide che porteranno avanti i suoi progetti e piani in modo positivo. L’idea rimane quella di valorizzare, insieme con l’autodromo e il museo ‘Checco Costa’, altre eccellenze del territorio come le Rocche, le Terme coordinando i lavori al meglio”.

Torniamo all’Osservanza dove ci troviamo. Oltre all’ex chiesa, si stanno muovendo concretamente altri progetti?

“Si tratta di un polo strategico nella progettualità di sviluppo universitario con la rifunzionalizzazione di alcuni padiglioni destinati allo studentato grazie alla profonda intesa tra Università di Bologna, Con.Ami,attraverso la partecipata Osservanza Srl, e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Inoltre, è stato preso un nuovo accordo sul padiglione 1 dalla Società Osservanza (100% Con.Ami) per consegnare i locali pronti all’Accademia ‘Incontri col maestro’ entro giugno del 2023. L’investimento si aggira sui 4 milioni di euro per un canone di affitto sui 130mila euro all’anno. Stiamo parlando di 27 camere singole ognuna con un pianoforte per studenti, stanze per insegnanti, un refettorio e sale di studio per la didattica”.

Fra le altre partecipate c’è Sfera, per le farmacie. Com’è la situazione per trovare e vendere le mascherine necessarie per l’emergenza sanitaria da Coronavirus?

“Stiamo parlando di una società partita con nove farmacie che ora è cresciuta e ne conta 20. C’è al momento una difficoltà a reperire un numero adeguato di mascherine vista anche l’alta richiesta che viene dai cittadini e il problema purtroppo, anche di convivere con la presenza di dispositivi di derivazione estera non proprio conformi ai canoni igienico e sanitari certificati. Il nostro impegno comunque è quello di venderle al costo di 0,50 euro l’una come richiesto dal Governo”.

E la discarica Tre Monti?

“La discarica è chiusa. Chiunque volesse intraprendere un altro percorso dovrebbe passare al vaglio della Regione che è competente in materia”.

Il Con.Ami potrà aiutare i Comuni soci che quest’anno, vista l’emergenza Coronavirus, avranno difficoltà a chiudere i loro bilanci?

“Per quanto riguarda la gestione ordinaria, i dividenti saranno distribuiti come da prassi ai Comuni soci. Per quanto riguarda l’utilizzo eventuale delle riserve, bisognerà vedere bene la situazione poiché negli ultimi anni sono state intaccate in maniera importante”.

In conclusione, come ha trovato lo stato di salute del Con.Ami?

“Ho trovato persone capaci e competenti e una macchina organizzativa in buono stato nonostante un paio d’anni di governance non stabile. Direi che il Con.Ami non ha bisogno di una ristrutturazione, ma di un’iniezione di fiducia per lavorare con maggiore ottimismo”.

(m.m.)