La pandemia che ci ha colpito (noi insieme a quasi tutto il resto del mondo) ha fatto precipitare la situazione economica del Paese. Inutile nasconderci dietro ipocrisie o facili parole: la nostra situazione socio/economica appariva già di per sé grave e un maledetto virus a fatto ulteriormente precipitare la situazione.

Come da sempre accade, la ridda delle idee politiche appare ben nutrita e ognuno dei “contendenti” accampa la sua quale unica panacea: sottratte le opportune tare, nessuno ha le idee veramente chiare, al punto che l’unica soluzione appare il ricorso al prestito. Qui la diversificazione si fa evidente e dettata da precedenti posizioni o linee politiche: appare la linea di protezione Europea in nome della solidarietà e del bene comune, quella antitetica che assimila la posizione europea ad un certo capestro e, in forme variegate, quelle che da sempre noi affermiamo … Forse solo una cosa è certa e la si riscontra nelle pieghe della storia dell’uomo, nelle sue vicende e disastri che di volta in volta lo hanno colpito: quando usciremo da questo contagio che tante vite ci ha portato via, il prezzo maggiore lo pagheranno le classi meno abbienti.

Saranno i poveri che si ritroveranno ancora più poveri e non sarà loro di conforto il ritrovarsi più numerosi e i ricchi saranno ancora più ricchi. E’ sempre stato così e così sempre sarà: chi va alla guerra ben armato ha discrete probabilità di vittoria, mentre chi si reca al fronte male in arnese fin troppo spesso ha la peggio. I corsi e ricorsi storici insegnano.

Nella confusione di idee antitetiche e di strampalate inventive, come spesso accade, non ci si avvede della soluzione sotto la porta di casa: abbiamo dimenticato che ogni anno regaliamo agli evasori la bella cifra di 110 MM (la doppia M sta per miliardi) di euro? Non sarà forse il caso di mettere mano a soluzioni davvero efficaci con il carattere di risolutezza? E quanto sottrae la mafia alle casse di tutti noi che poi siamo lo Stato? E il peso della corruzione? E le imprese estere che non investono in Italia proprio per queste ragioni?

Sulla piattaforma “Change.org” è in corso una raccolta di firme che formeranno una richiesta precisa da presentare alle nostre Camere: eliminare definitivamente l’uso del contante come mezzo di scambio. Numerose le firme già raccolte. Alcune spiccano in quanto persone pubblicamente conosciute; eccone alcune: Alfonso Sabella (magistrato), Pierluigi Castagnetti (ex parlamentare e vice presidente della Camera), Arrigo Roveda, Emanuele Cavallaro, Pierluigi Saccardi, Agostino Megale, Anna Cossetta e tanti altri. Nelle loro dichiarazioni che seguono la firma della petizione vengono indicate le ragioni del loro unirsi nella richiesta e, in primo luogo, viene evidenziato che il veicolo più subdolo del contagio è proprio la banconota e non da meno la moneta: secondo uno studio dell’Università di Oxford, nei pezzetti di carta che velocemente passano di mano in mano, sono facilmente reperibili 26.000 tipi di batteri, di circa 3000 specie diverse.

Ma torniamo alla nostra sete di denaro a livello nazionale: l’uso della moneta elettronica (carte bancarie di vario genere, ma anche vari sostituti elettronici come lo smart, pay pal ecc. ecc) potrebbero, in breve tempo, portare particolarmente uguale a “0” il livello di evasione e rimpinzare le casse del nostro Stato indebitato fino alla soglia del non ritorno, ma non solo: una sana ventata di onestà “forzata” non sarebbe male, la gran parte delle rapine non sarebbe più realizzabile, sarebbe interessante assistere all’acquisto di una partita di droga pagando con il bancomat, la mafia si troverebbe in notevole difficoltà nella copertura dei suoi traffici illeciti, non troverebbero più spazio le estorsioni e le mazzette verrebbero sostituite da “giro-conti” fin troppo facilmente individuabili e anche i furti subirebbero un colpo non secondario venendo a mancare la materia prima per eccellenza.

Quando faremo presente tutto ciò ai nostri “Politici” sentiremo la solita solfa delle persone in difficoltà non avvezze a tale supporto in base di acquisto, e poi ci sono gli anziani (quelli rimasti non decimati nelle RAS) ecc. ecc: tutte scuse dettate fin troppo spesso da interessi, convivenze fino ad arrivare alla complicità. Sostituite, da subito, le varie elargizioni ai meno abbienti, il contante con una tessera ricaricabile e vedrete che sapranno cavarsela egregiamente in barba ai benpensanti. Non fu lo stesso Berlusconi, allora in veste di Primo ministro, a distribuire tessere prepagate caricate con 50 euro ai più poveri e non ricordate più l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio che presentava, protetta da una cupola di vetro, una carta prepagata quale simbolo del “Reddito di cittadinanza”? Se andava bene allora non va più bene oggi? Non stiamo facendo sistematicamente ricorso al senso di solidarietà delle banche circa l’allargamento dei cordoni delle loro borse e non siamo in grado di farlo circa le commissioni di gestione della moneta elettronica? Potremmo ricordare “Loro” che verrebbero a mancare, nei loro bilanci, le voci di gestione del contante e della sicurezza: finiscono che ci guadagnano, Come sempre!

Rechiamoci in massa a firmare, facciamo sentire, forte, la nostra voce di persone oneste stanche di palliativi e di fallaci promesse: la soluzione, decisamente facile, è alla nostra portata. In dieci anni, un bel saldo di 1.100 MM di €, altro che MES da 36 MM e pure senza il tasso dello 0,1 %!

(Mauro Magnani)