Bologna. Nella giornata dei saluti, il commissario Sergio Venturi annuncia che anche in Emilia Romagna partirà la sperimentazione per la terapia al plasma. Una sorta di cambio di rotta dopo che nei giorni scorsi era arrivato un no da parte della stessa Regione Emilia Romagna attraverso le valutazioni del professor Pierluigi Viale, componente dell’Unità di crisi regionale Covid-19 e direttore dell’unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. “Parliamo di una risorsa terapeutica nota il cui utilizzo risale ad oltre cinquant’anni anni orsono, che si basa sul principio della trasmissione passiva degli anticorpi come strumento terapeutico nei confronti di malattie da infezione – aveva detto Viale-. Era già stata sperimentata durante le due precedenti epidemie da Coronavirus (Sars e Mers), per cui alcuni gruppi di lavoro l’hanno messa in atto anche nei confronti di Covid-19. Tuttavia i dati di letteratura sono al momento molto scarsi, quasi aneddotici: si riferiscono infatti a meno di venti pazienti, tutti in fase di malattia avanzata e tutti co-trattati con altri farmaci, per cui è difficile trarre conclusioni definitive. Anche per questa terapia sarebbe necessario mettere in atto uno studio prospettico randomizzato e soprattutto verificarne l’efficacia in fase più precoce di malattia ed in assenza di co-trattamenti”.

Plasma (Foto Wikipedia)

Queste considerazioni e ulteriori valutazioni scientifiche hanno spinto la Regione fino a pochi giorni fa ad adottare una linea prudenziale, quindi a scegliere di non utilizzare questa terapia sui pazienti affetti da nuovo Coronavirus ricoverati nelle strutture del sistema sanitario emiliano-romagnolo.

Ora però la novità, “Partirà anche in Emilia-Romagna la sperimentazione con il plasma”, ha affermato Sergio Venturi nel consueto appuntamento in diretta su facebook, mantenendo però una linea di estrema prudenza: “Ricordiamo che servirà a stabilire con precisione se questa terapia può dare elementi positivi. Non vogliamo dare l’idea che in Emilia Romagna ci sia qualcuno che non voglia far partire questa sperimentazione. Però, ripeto, non si tratta di una terapia consolidata e va testata con cautela”.