Appelli e petizioni affinché un futuro vaccino contro il Covid 19 sia gratuito e per tutti. Si moltiplicano le prese di posizione. In Italia un appello lanciato nel mese di aprile da Silvio Garattini, presidente Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, e Claudia Lodesani, presidente “Medici senza frontiere Italia” è stato poi condiviso da tanti altri. Per aderire si può scrivere a Per ulteriori adesioni: advocacy.italia@rome.msf.org.

Il testo
L’epidemia di Covid-19 si sta lasciando dietro un’enorme sofferenza, una devastazione umana e sociale difficile da raccontare e, pur provocando un numero di vittime enormemente inferiore ad altre epidemie, come HIV/AIDS o tubercolosi, sta producendo un danno globale incommensurabilmente maggiore in termini di impatto economico e abitudini di vita.

Per ridurre l’impatto e la mortalità provocati dal Covid-19, oltre alla prevenzione e al controllo della malattia, resta essenziale lo sviluppo di trattamenti efficaci, di strumenti diagnostici e di un vaccino.

L’attuale pandemia ha sottolineato con grande evidenza la centralità dell’intervento pubblico, coordinato anche a livello internazionale, nel campo della ricerca e in tutto ciò che concerne la tutela della salute.

Il Ministero della Salute e l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) hanno predisposto studi clinici per testare l’efficacia e la sicurezza di alcuni farmaci per il trattamento dell’infezione: si stanno sviluppando oltre 50 potenziali vaccini di cui almeno 3 sono entrati nella prima fase di trials clinici, l’OMS ha lanciato studi clinici internazionali.

Sarà fondamentale una volta che questi prodotti saranno immessi sul mercato garantirne un accesso equo e sostenibile tutelando il diritto alla salute.

Prodotti innovativi sono spesso il risultato di un impegno collettivo di enti pubblici, filantropici e privati che includono ricercatori, finanziatori, medici e pazienti, il cui risultato finale deve essere reso disponibile e accessibili a tutti quanti ne abbiano bisogno.

Il ruolo dello Stato resta determinante per riequilibrare il disallineamento con l’interesse pubblico. Non a caso in questi giorni di complessità e incertezza, il parlamento del Cile, Israele, Ecuador e Germania hanno adottato risoluzioni in cui si dichiara che l’epidemia globale di coronavirus giustifica l’uso di licenze obbligatorie per facilitare l’accesso a vaccini, farmaci e test diagnostici.

Alla luce di tutto questo e consapevoli dell’importanza della salute come diritto fondamentale chiediamo che il Governo Italiano si impegni:

1. ad operare ogni sforzo nell’ambito dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per garantire la tutela della salute al di sopra di ogni protezione della proprietà intellettuale;

2. a favorire e promuovere le iniziative necessarie per la piena ed effettiva attuazione di tutte le flessibilità (licenze obbligatorie, importazioni parallele) previste anche negli articoli 30 e 31 degli accordi TRIPS sulla proprietà intellettuale affinché farmaci con potenziale trattamento per COVID-19 possano essere prodotti su ampia scala. In particolare deve essere consentita la produzione di farmaci equivalenti, l’importazione e l’esportazione di questi farmaci senza limitare, se necessario, le licenze obbligatorie al solo mercato interno del Paese dove avviene la produzione;

3. a rendere il vaccino, una volta disponibile, economicamente accessibile, consentendo una produzione su larga scala per soddisfare la domanda globale. È auspicabile il ricorso a meccanismi di sospensione brevettuale e controllo di prezzi per impedire che l’esclusiva della proprietà intellettuale ne ostacoli l’accesso. La capacità produttiva dovrebbe idealmente essere diffusa in tutto il mondo per mitigare il rischio di spinte nazionalistiche. La condivisione trasparente di informazioni sui brevetti, sui dati relativi alle sperimentazioni cliniche e sui contributi ricevuti nella fase di Ricerca e Sviluppo saranno fondamentali per proteggere la salute pubblica comune e per favorire un accesso sostenibile al vaccino.

Hanno aderito
Mario Agostinelli, Guido Barbera, Alessandro Bartoloni, Riccardo Bellofiore, Guglielmo Bonaccorsi, Maurizio Bonati, Zeno Bisoffi, Aldo Bonomi, Maria José Caldés Panilla, Duccio Campagnoli, Vittorio Capecchi, Francesco Castelli, Ivan Cavicchi, Marco Chiesara, Virginio Colmegna, Amina Crisma, Nicoletta Dentico, Emilio Di Maria, Nerina Dirindin, Monica Di Sisto, Francesco Forastiere, Giulio Formoso, Marco Geddes, Salvatore Geraci, Alfonso Gianni, Donato Greco, Roberto Leone, Perluigi Lopalco, Paolo Lucchesi, Gavino Maciocco, Maurizio Marceca, Angela Mauro, Filippo Miraglia, Daniela Padoan, Tonino Perna, Francesco Petrelli, Isabella Quinti, Andrea Ranieri, Marco Revelli, Margherita Romanelli, Marino Ruzzenenti, Carlo Saitto, Raffaele K. Salinari, Simona Sambati, Francesco Saraceno, Massimo Scalia, Gianni Silvestrini, Gianni Tognoni, Luciano Tuseo, Giuseppe Vanacore, Stefano Vella, Giovanna Vertova, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Alex Zanotelli, Filippo Zolesi.

Vaccino (Foto Pixabay)

E’ di qualche giorno fa, invece, un altro appello in quattro lingue, partito dalla Francia grazie alla scienziata Catherine Belzung, docente di Neuroscienze all’Università di Tours, condiviso da Antonine Nicoglou, docente dell’università di Tours, Luigino Bruni, docente dell’università Lumsa di Roma e dal Premio Nobel per la pace Muhammad Yunus del Bangladesh, che ha raccolto al momento le adesioni di oltre 100 accademici internazionali. Questo è possibile firmarlo sulla piattaforma Change.

Il testo
Mentre la pandemia di Covid-19 continua a provocare disastri in tutto il mondo, la ricerca per trovare un vaccino efficace continua, sia nell’industria farmaceutica che nella ricerca pubblica. In effetti, tutti convergono sull’idea

che alla fine l’unico modo per sradicare definitivamente la pandemia è arrivare ad un vaccino che può essere somministrato a tutti gli abitanti del pianeta, urbani o rurali, uomini o donne, che vivono in paesi ricchi o poveri.

L’efficacia di una campagna di vaccinazione si basa sulla sua universalità. I governi dovrebbero renderlo disponibile gratuitamente. Solo le persone che desiderano fornire servizi speciali possono pagare per i servizi e il vaccino.

Per renderlo disponibile a tutti, i vaccini dovrebbero essere liberati da qualsiasi brevetto. Dovrebbe essere di dominio pubblico. Ciò consentirà ai governi, alle fondazioni, alle organizzazioni non-profit, agli individui filantropici e alle imprese sociali (ovvero, le imprese create per risolvere i problemi delle persone senza trarne alcun profitto personale) di farsi avanti per produrre e / o distribuire questo in tutto il mondo.

La ricerca di un nuovo vaccino è un processo lungo (il tempo previsto è di circa 18 mesi nel caso dell’attuale pandemia, che sarebbe un record di velocità assoluta). Questa ricerca è costosa. Molti laboratori di ricerca

commerciale che sono impegnati in questa ricerca si aspettano un elevato ritorno sugli investimenti. Dobbiamo elaborare la formula di quale sarebbe il

giusto livello di questo rendimento in cambio di rendere la formula di dominio pubblico. La cosa più importante è rendere il risultato una sorte di bene pubblico, rendendolo disponibile per essere prodotto da chiunque sotto

stretto controllo normativo internazionale.

Singoli governi, o un gruppo di governi, o fondazioni, singoli filantropi, organizzazioni globali, come l’OMS, con supporto pubblico e privato, possono farsi avanti per finanziarlo.

Ma la questione etica di grande importanza che deve essere risolta è la quantità di guadagni attesi che un laboratorio o un inventore dovrebbe avere diritto per un farmaco salvavita necessario per tutte le persone in tutto il mondo.

Allo stesso tempo, dovremmo anche considerare quale onore e riconoscimento globale diamo agli inventori e ai laboratori che li rendono di dominio pubblico incondizionatamente senza costi finanziari o a costi.

In questo contesto, un precedente può ispirarci. È la storia del vaccino contro la polio. Negli anni ’50, la poliomielite era una terribile malattia, causata anche da un virus, che colpiva i bambini (circa 20.000 casi all’anno), causando una paralisi permanente. Jonas Salk (1914-1995) un biologo americano ha inventato il primo vaccino contro la poliomielite. Per sviluppare questo vaccino, ha ricevuto una sovvenzione da una Fondazione fondata dal presidente Roosevelt con donazioni da milioni di americani. Per il successo ottenuto, ha accreditato la partecipazione di 1,4 milioni di bambini ai quali è stato testato il vaccino. I ricercatori che sviluppano innovazioni terapeutiche come i vaccini hanno bisogno della collaborazione di tutti. Un vaccino può funzionare solo se le inoculazioni vengono eseguite su larga scala.

Salk non ha mai brevettato la sua invenzione. Non ha richiesto royalties da esso. Tutto ciò che gli interessava era diffondere il vaccino il più ampiamente possibile, il più rapidamente possibile. Questo è un buon momento per stabilire una norma per il mondo in modo da non essere accecati dal denaro e dimenticare la vita di miliardi di persone.