Bologna. I sindacati metalmeccanici hanno dichiarato ufficialmente aperta la contrattazione (per la gestione della Fase 2) con gli imprenditori e le istituzioni che hanno partecipato ai tavoli di lavoro previsti per consentire la riapertura delle aziende (senza mai dimenticare che alcune non hanno mai chiuso). “Ora si tratta – dicono i sindacati – di gestire un periodo che non sappiamo quanto potrà durare e che assomiglia a quei territori che i geografi del Cinquecento indicavano con Hic sunt leones”.

E in effetti è anche complicato capire quali sorprese può riservare un futuro che si presenta così incerto. Una parte importante della contrattazione riguarderà la questione degli orari di lavoro e la gestione dei turni per garantire, in azienda le distanze di sicurezza fra i lavoratori. “Significa quindi mettere al centro del lavoro sindacale la contrattazione che comprenda anche la ripresa dell’agibilità dei delegati; insomma diritti e libertà sindacale vanno garantiti”.

Un’attenzione va data ai lavoratori degli appalti “perché non si può verificare che sotto lo stesso tetto convivano  quelli che hanno alcuni diritti con altri che ne sono esclusi”.

Un altro elemento di contrattazione riguarda la cura dei figli visto che si opera con le scuole chiuse: “Bisogna evitare che vi sia una strisciante marginalizzazione del lavoro femminile”.

E si tratta poi di definire meglio lo smart working che non va confuso con l’attività da remoto. “occorre regolamentare e contrattare bene un’attività che fa bene a tutti, compreso l’ambiente. Perché è ormai tempo di ridefinire cosa si produce e come avendo come bussola la sostenibilità.Ora non resta che attendere le reazioni degli interlocutori”.

(m.z.)