Giuseppina Brienza di Futuro in Comune

Imola. “I servizi 0-6 sono un bene primario, indispensabile, vitale e il fondamento di tutta la nostra struttura sociale. Le linee guida nazionali stanno praticamente ignorando la fascia 0-6 anni e in particolar modo quella 0-3”. E’ il pensiero della responsabile di Futuro in Comune Giuseppina Brienza secondo la quale “è incredibile che il sistema per l’infanzia sia immobilizzato, senza neppure una chiara, esplicita e appropriata motivazione. Ci si appresta finalmente ad organizzare i campi estivi, a organizzare timidamente la riapertura della scuola a settembre, ma nulla si muove per il settore infanzia”.

“In qualunque altro ambito della vita sociale c’è un’apertura già definita, ma non nei servizi che consentirebbero alle famiglie di riprendere davvero con pienezza una vita lavorativa e ai bambini di riappropriarsi dei loro diritti alla socializzazione, al gioco e a una sana vita all’aria aperta – continuano da Futuro in Comune (ma bisogna sempre ricordare che siamo ancora in emergenza Coronavirus, ndr) -. Questa  situazione  penalizza tutte le famiglie e in particolare (c’è bisogno di dirlo?) quelle meno abbienti, più povere. Quest’anno molte famiglie non potranno andare in vacanza e non potranno nemmeno affidare i propri figli ai nonni. Non possiamo restare a guardare, bisogna trovare soluzioni adeguate. Chiediamo quindi a gran voce al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che abbiamo sostenuto in campagna elettorale, di intervenire con decreti regionali che permettano la riorganizzazione e riapertura dei servizi per l’infanzia in sicurezza per i bambini e per i dipendenti. Aprire un servizio per l’infanzia non significa immettere centinaia di bambini in un’unica struttura, ma significa trattare piccoli gruppi di bambini. Città con contagio zero come Imola, ma non solo, devono poter riaprire, in sicurezza, con prudenza, esattamente come succede in tutti gli altri ambiti”.