Ho deciso di aprirmi al prossimo, soprattutto se sconosciuto. Mi riesce più semplice e disinvolto. Nessuna convenzione dovuta ai legami parentali o amicali. Tutto più facile. Protetto da una barriera di invisibilità, mi sento libero di dire che, in questi primi giorni della Fase 2, io ho paura del poi. Dopo tanto tempo rinchiuso nella mia casa, aprire la porta e uscire mi sembra un atto eroico e, io, eroe non lo sono mai stato.

Proteggiamo noi e il prossimo (Foto di Fernando Zhiminaicela da Pixabay

La casa mi dà protezione, sicurezza. Sono muri che mi accarezzano e mi allontanano dall’ignoto. Uscite voi, andate, ditemi cosa sta succedendo là fuori. Raccontatemi quanti sono coloro i quali indossano le mascherine, quanti gli eroi dell’aperitivo, svelatemi se c’è veramente chi ambisce a mangiare una grigliatina nel ristorantino alla moda, bardato come un bandito. Forse, anzi probabilmente, sono io l’esagerato e il paranoico, ma, allora, cosa sono quelli che si comportano come oche giulive dell’azzardo?

Prima o poi bisognerà che riesca a sfondare uno dei miei muri, che riesca, meno metaforicamente, a trovare un punto di incontro fra la mia pulsione claustrofilica e l’altrui angoscia claustrofobica, il che significa trovare un punto mediano fra la mia ricerca di protezione fra le mura domestiche e l’altrui eccesso di voglia di fuggire dallo stato di costrizione per rincorrere null’altro che i soliti miti dell’eterna gioventù.

Sappiamo tutti che la Fase 2, se vissuta senza senso di responsabilità, può rivelarsi più perniciosa di quella precedente. Sappiamo tutti quanti deceduti, quanti lutti, quanti medici e infermieri hanno sacrificato la propria vita per salvare la nostra. Tutto ciò vale l’inseguire il mito della sogliolina abbrustolita? Sono convinto che mantenere le dovute precauzioni comportamentali sia un dovere per tutti e nei confronti di tutti. Quindi, guardiamoci in faccia: le nostre vite valgono quanto qualche punto percentuale in più nel calcolo del Pil? Uno Spritz vale quanto venti giorni intubati? Concludendo: diamo alle nostre vite il valore che meritano; per il resto, ci penseremo al momento giusto.

(Roberto Matatia)