Con la ripresa dell’attività ciclistica sono ritornato a pedalare lungo la nostra bella Valle del Santerno e saltano subito all’occhio gli importanti lavori e opere avviate per la costruzione della pista ciclabile che collegherà Mordano a Castel Del Rio. Detto che negli anni passati ho scritto diversi articoli sull’utilità delle piste ciclabili extra-urbane e sull’evidente necessità presente nella nostra valle è chiaro che sono totalmente favorevole a questo progetto.

Però mi sorge un dubbio che è legato al fondo stradale di questo percorso, che ha si un’alta valenza turistica-paesaggistica, ma che dovrebbe anche contribuire a ridurre il traffico delle due ruote sulla strada Montanara, che come si sa è un’arteria stradale con una consistente presenza di camion, auto e moto, e con una forte intensificazione nei fine settimana estivi.

Bene, se il fondo stradale sarà ghiaiato, la pista farà frequentata dai biker e semmai dalle persone che vogliono fare una passeggiata naturalistica con l’uso di bici adatte a questa tipologia di fondo, ma sarà molto difficile che la percorrino i ciclisti che usano le biciclette sportive stradali, per il semplice motivo che i tubolari, o copertoncini, per l’uso stradale abbisognano del fondo asfaltato e non ghiaiato che può essere portatore di forature dei tubolari e dei copertoncini, che tra l’altro sono abbastanza costosi. Questa mia osservazione non vuole essere una critica contro la bontà di questa opera, ma spero sia un contributo al fine di migliorarla per mettere più in sicurezza i ciclisti sportivi, che sono la maggioranza, e la totalità della viabilità della Valle del Santerno.

Ricordo un’esperienza vissuta e raccontata dal “mitico” ex Commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, Alfredo Martini: “Ci stavamo allenando per il mondiale nei dintorni di Copenhagen, io, Coppi, Bartali e altri. La Polizia danese ci fermò e ci invitò a continuare l’allenamento sulla strada ciclabile e non su quella destinata alle auto. Era il 1949!!!”.

(Angelo Gentilini)