Imola. Sono 65 gli interventi educativi domiciliari autorizzati rivolti agli alunni e studenti con disabilità grave o situazioni complesse, che non hanno potuto usufruire delle attività di didattica ed educativa a distanza, avviata nel marzo scorso per i loro compagni, dopo la chiusura delle scuole causa la diffusione del Coronavirus. Nello specifico, gli interventi riguardano 2 bimbi nei nidi, 20 alunni nelle scuole d’infanzia, 28 nelle scuole primarie, 11 nelle scuole secondarie di primo grado e 4 nelle secondarie di secondo grado.

Questi nuovi interventi si vanno ad aggiungere ai 150 interventi di attività educativa a distanza, che sono in corso dal mese di marzo, per alunni e studenti con disabilità, che possono usufruire con profitto anche della modalità a distanza.

I 65 nuovi interventi prenderanno avvio quanto prima, appena completate le procedure, anche formali, necessarie alla loro attivazione e consentirà a questi bambini e ragazzi di uscire dall’isolamento in cui si trovano oggi.

Ad avviare le procedure per l’attivazione degli interventi domiciliari è stato il servizio diritto allo Studio dell’Area servizi alla persona-Scuole del Comune, raccogliendo le richieste formulate dalle associazioni delle famiglie ed anche dalle scuole nel corso della prima riunione del “Tavolo Scuola”, svoltasi l’11 maggio scorso.

Ricordiamo che il “Tavolo Scuola” è stato istituito dal Commissario straordinario al Comune Nicola Izzo, allo scopo di avviare un percorso di lavoro condiviso per individuare necessità e possibili soluzioni organizzative volte a facilitare la ripresa dell’attività scolastica a settembre e rispondere alla necessità imminente di predisporre servizi ed attività per il periodo estivo rivolti a bambini e ragazzi.

Composto da rappresentanti del mondo della scuola, delle famiglie, delle associazionismo, dell’Ausl e del terzo settore, è coordinato dalla dott.ssa Licia Martini, responsabile del diritto allo Studio dell’Area servizi alla persona-Scuole del Comune, insieme al dirigente del settore, dott. Stefano Lazzarini.

“Gli alunni  destinatari degli interventi sono stati individuati sulla base delle segnalazioni pervenute dalle istituzioni scolastiche e di una successiva  valutazione di priorità e necessità dell’intervento domiciliare condivisa con l’U.O.NPIA (Unità Operativa neuropsichiatria infanzia e adolescenza) dell’Ausl di Imola – spiega la dott.ssa Licia Martini -. Si tratta di un’attività complessa che, prima dell’avvio, richiede alcuni passaggi anche di natura formale, che saranno svolti con le modalità più celeri e snelle possibili”.

In pratica, è necessario aggiornare e/o modificare il PEI (Piano Educativo Individualizzato) di ogni alunno/studente, acquisire l’autorizzazione da parte della famiglia e mettere in atto da parte di Comunità Solidale, che fornisce tramite appalto il servizio educativo-assistenziale, delle procedure e dei dispositivi necessari indicati dalle autorità competenti per realizzare gli interventi in sicurezza per gli operatori e per la famiglia che accoglie l’intervento.