Imola. Un luogo caro agli imolesi, che si è velocemente ripopolato di ragazzi dopo la fine del lockdown. I bar finalmente aperti, i tavolini lungo la via. Gli aperitivi, la movida.
Eppure, i piccioni che affollano i portici non sembrano affatto preoccupati dalla presenza umana: anzi, i volatili sono ormai entrati in possesso di tutto il centro cittadino. È quanto segnala Francesco Grandi, un cittadino sempre vicino al problema che nel 1999 fu anche candidato a Sindaco di Imola.
Vere e proprie contraeree di colombi svolazzano indisturbati tra un nido e l’altro, con buona pace dei passanti e del malconcio androne comunale, ormai marchiato a fuoco dal “prezioso” contenuto emesso da questi volatili. Questo luogo è il biglietto da visita della città, dove passano delegazioni in visita, dove lavorano i dipendenti comunali e dove ha l’ufficio il Sindaco. L’ingresso al Palazzo Comunale è preso di mira da tempo dai volatili, diventando come la loro residenza preferita.
Le bestiole ormai si sono riprodotte all’inverosimile, e possono mettere a serio rischio il quadro igienico sanitario degli ambienti cittadini. Poco lontano, in via Felice Orsini, l’ingresso degli uffici postali è seppellito da un “vulcano” di guano, ormai stratificatosi nel tempo. Un pugno in un occhio per gli utenti e i passanti, magari intenti nell’acquisto di un gelato o di frutta negli esercizi poco lontani. Guano che tra l’altro nessuno si è mai preoccupato di far togliere. Una circostanza che ci fa ben comprendere i tempi che stiamo vivendo, scanditi da persone sempre più distratte, incuranti di tutto quello che gli succede attorno. Chi dovrebbe controllare, non controlla. Chi dovrebbe mantenere il decoro della “Cosa pubblica” si gira dall’altra parte. Mentre magari, il piccolo imprenditore è martellato da capillari e massacranti controlli dediti alla ricerca del “pelo nell’uovo.”

(Aris Alpi)