Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta inviata da Luca Albertazzi, sindaco di Dozza, ai suoi concittadini. 

Carissimi concittadini,
stiamo attraversando una fase difficile, complessa, le nostre abitudini e le nostre vite hanno subito un rapido cambiamento che ha interessato le dinamiche individuali, famigliari e sociali.
Colgo l’occasione, con queste righe, per ringraziarvi per i sacrifici fatti e per il grande senso di responsabilità che state dimostrando. La nostra comunità ha dato prova di maturità nel rispetto delle norme cautelative e, inoltre, non sono mancate molteplici dimostrazioni di un grande spirito solidaristico.
A tal proposito esprimo particolare gratitudine, a nome dell’Amministrazione comunale, a tutti coloro che hanno messo a disposizione del prossimo idee e tempo, dando prova di grande disponibilità e altruismo. Sono molteplici i volontari e le associazioni coinvolte in diversi progetti di aiuto e sostegno, che hanno la finalità di non lasciare indietro nessuno. Nessuno deve sentirsi solo, abbandonato. Una comunità è tale se costituita da relazioni forti che danno vita a moti spontanei di aiuto e sostegno. Tutti, in qualsiasi momento, possiamo essere vittime di situazioni difficili di natura economica, sociale o psicologica.

Il bisogno manifestato oggi da un vicino, domani potrebbe essere nostro. È sempre più viva in noi la consapevolezza che l’unione fa la forza, abbiamo avuto modo di sperimentarlo concretamente ed efficacemente in questi difficili giorni. Un ringraziamento particolare lo rivolgo ai dipendenti comunali, ai membri del Centro operativo comunale, ai medici, agli infermieri, ai dipendenti dell’Ausl, alle forze dell’ordine, alle attività aperte – che nei momenti più bui hanno presidiato aree di servizio essenziale – a tutti i soggetti istituzionali e non, che, sono sicuro, hanno dato il massimo.

Infine colgo l’occasione per proporvi qualche riflessione più ampia. Dal punto di vista globale questa crisi può insegnarci qualcosa di importante. La nostra società subirà inevitabili cambiamenti che vanno orientati per risolvere i tanti problemi che fino ad ora non abbiamo voluto affrontare: disuguaglianze crescenti, diffuso disinteresse rispetto a problematiche collettive, gravissima crisi ambientale; giusto per citarne alcuni. Abbiamo avuto bisogno di una pandemia globale per identificare nel personale sanitario degli eroi. Prima, nell’epoca “di pace”, erano poche le persone disposte a riconoscere nella scuola, nell’ambiente, nella sanità e nella ricerca le priorità politiche sulle quali puntare per il benessere collettivo. I calciatori guadagnano migliaia di volte più dei medici che, con il loro lavoro, salvano quotidianamente le vite delle persone. Abbiamo avuto bisogno dell’esposizione di una giovanissima ragazza, Greta Thunberg, per renderci conto di quel cambiamento climatico che sta iniziando a produrre effetti disastrosi, riscontrabili quotidianamente da chiunque sia in buona fede. A causa degli interessi di pochi, che orientano le scelte politiche globali, stiamo devastando l’equilibrio naturale del pianeta con conseguenze nefaste sul futuro dei nostri figli.

Troppo spesso le responsabilità vengono attribuite ai politici di turno, con grande disinteresse del
popolo che non si occupa in alcun modo delle scelte strategiche che lo riguardano. Ma dobbiamo essere consapevoli di una cosa: in democrazia anche il politico peggiore, di fronte ad una netta e chiara volontà popolare, tenderà ad assecondare quest’ultima. Auspico fortemente che tutto ciò possa servire a maturare in ciascuno di noi la consapevolezza che migliorare si può e che abbiamo la possibilità concreta di determinare, insieme, le prospettive. Lo dobbiamo fare con urgenza, per non venire travolti rapidamente dalle sfide che ci attendono e che hanno a che fare con la nostra stessa sopravvivenza. Il raggiungimento di un nuovo equilibrio che metta al centro l’interesse collettivo, la persona e il rispetto dell’ambiente dipende da ciascuno di noi. Voglio sperare, per il bene di ciascuno – dal globale al locale – che tutto questo ci aiuti ad aprire gli occhi affinché si inneschi quel cambiamento positivo del quale, da tempo, c’è tanto bisogno.

(Luca Albertazzi, sindaco di Dozza)