Imola. Si avvicina l’ultimo giorno di scuola e aumentano le polemiche già partite qualche settimana fa. Nelle scorse settimane, Italia Viva aveva lanciato l’idea di trascorrere “l’ultimo giorno di scuola all’aperto, nei parchi della città. O meglio, l’idea riguardava la mera possibilità per i bambini e i ragazzi delle ultime classi della materna, delle primarie e delle secondarie di primo grado (per i quali l’ultimo giorno di scuola assume un significato ancora più importante, in quanto segna la fine di un ciclo e l’inizio di un altro) di salutarsi di persona, senza i filtri di computer e tablet, seguendo le norme igienico sanitarie previste per favorire il contenimento del Coronavirus”.
Ma il Comune risponde che non può darvi seguito “in quanto mancano le circostanze e le condizioni minime di sicurezza necessarie. Anche ipotizzando una suddivisione dei ragazzi tra diversi spazi aperti e plessi – scrive sempre il Comune -, non si ravvisa nelle attuali normative di contenimento alla diffusione del Coronavirus alcuna disposizione che consenta di dare luogo ad un simile evento”.
Inoltre “tale orientamento – prosegue l’ente – e stato condiviso anche dalle dirigenti scolastiche degli Istituti Comprensivi imolesi, le quali hanno negato la loro disponibilità e quella del personale (docente e non docente) a loro afferente”.
A questo punto, “ci chiediamo come mai altri Comuni non lontani da Imola daranno corso all’iniziativa – tuona il referente locale di IV Matteo Martignani -. In primis, il Comune di San Lazzaro che ha deciso di articolare l’ultimo saluto dei ragazzi in ben tre giorni. Mentre ci risulta che anche il più vicino Comune di Medicina, facente parte del Circondario imolese e addirittura zona rossa nel periodo di emergenza
Covid, sta organizzando, tramite l’assessorato competente, lo svolgimento di questa iniziativa che, nel territorio del Circondario, è stata proposta da Italia Viva”.

“Anche secondo i nostri dirigenti scolastici il rischio sarebbe troppo alto – spiega il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti-. Quindi, pur consapevole che la socializzazione simbolica dei momenti di transizione della vita scolastica rappresenti un importante elemento educativo e relazionale, ritengo sia indispensabile non abbassare la guardia, per non vanificare gli enormi sforzi fin qui conseguiti grazie al sacrificio di tutti. L’Amministrazione Comunale non organizzerà pertanto iniziative di fine ciclo, che vedrebbero coinvolte per molti giorni consecutivi una quantità di persone, circa cento per classe, non compatibile con l’attuale momento emergenziale. Allo stesso tempo, per andare incontro alle richieste pervenute, mette a disposizione dei genitori che lo dovessero richiedere il prezioso Giardino degli Angeli per momenti di socializzazione volontaria, che consentano, in sicurezza, il recupero simbolico del momento conclusivo di un percorso formativo. In particolare pensavamo all’organizzazione di pic-nic di classe in cui i singoli nuclei familiari, registrati all’ingresso e adeguatamente distanziati uno dall’altro in giorni diversi del mese di giugno, possano celebrare la fine del percorso educativo o scolastico nel rispetto delle regole fissate dall’Associazione che gestisce il prezioso Giardino comunale e delle norme di distanziamento fisico dettate da questa emergenza sanitaria. Pensavamo, inoltre, di prevedere una quota di ingresso a offerta libera da devolvere ai progetti già sostenuti dall’Associazione Il Giardino degli Angeli e di appellarci ai partecipanti affinché, una volta concluso il saluto ai propri compagni di scuola, si adoperino per la pulizia degli spazi utilizzati che hanno un forte valore simbolico ed affettivo per tutta la comunità”. E altri paesi del Circondario, con una popolazione scolastica assai inferiore a quella di Imola, hanno problemi assai inferiori.

Sempre per Italia Viva, è lo stesso ministero dell’Istruzione (ufficio scolastico regionale) che, nello scrivere ai dirigenti delle istituzioni scolastiche statali e ai coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche paritarie, si esprime circa ipotizzate iniziative di ‘fine anno scolastico’. “Il principio della socializzazione simbolica dei momenti di transizione della vita scolastica costituisce importante elemento educativo – si legge nel documento dell’ufficio scolastico regionale, in particolare, ma non solo nelle occasioni conclusive dei percorsi di ‘gruppo classe’ e di scuola (a conclusione della V primaria, della III secondaria di I grado e della V secondaria di II grado). E’ il momento in cui studenti, docenti e genitori, sciolgono gli stretti legami vissuti fra loro lungo un tempo che e stato di apprendimento, come pure di crescita e maturazione degli studenti ed anche di condivisione di vicende lieti e tristi dell’esistenza umana. Appare dunque meritevole di ogni possibile attenzione la realizzazione di iniziative rituali, dal valore simbolico, mediante le quali congedarsi, con gesti di reciproca gratitudine e cura, colmi di buoni auspici per il futuro”. Pertanto, “non si individuano motivi ostativi a che gli Enti Locali, informate le Istituzioni scolastiche, realizzino, in tempi e spazi extrascolastici, attività pure extrascolastiche di socializzazione volontaria, che – conclude l’ufficio scolastico regionale – consentano, in sicurezza, il recupero simbolico del momento conclusivo di un percorso formativo”.

Dunque l’ufficio scolastico regionale dà solamente un’indicazione generica e per di più “in tempi e spazi extrascolastici”, mentre la proposta iniziale di Italia Viva sembrava tagliata su “tempi scolastici” come scrive Italia Viva all’inizio del comunicato odierno parlando di “ultimo giorno di scuola”.

Ma il partito che ha come leader nazionale Matteo Renzi tira dritto. “Spiace davvero constatare che proprio a Imola – conclude Martignani -, città con moltissime aree verdi, non si dia corso a iniziative extrascolastiche che diano a questi bambini e ragazzi la possibilità di congedarsi con un semplice saluto”.

(m.m.)