La cerimonia della Festa della Repubblica nell’androne del palazzo comunale

Imola. Si è svolta, senza pubblico per l’emergenza Coronavirus, la cerimonia organizzata dal Comune per celebrare il 2 giugno, Festa della Repubblica. Alla presenza del Commissario straordinario al Comune Nicola Izzo, è stata deposta una corona di alloro alla lapide, posta a metà dello scalone nobile del palazzo Comunale, che riporta l’Albo d’Onore dei decorati al valor militare e per merito di guerra dei Comuni di Imola, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice, Mordano dall’annessione della Romagna al Regno d’Italia (anno 1860) fino al termine della II guerra mondiale (anno 1945).

Insieme al Commissario dott. Nicola Izzo, sono intervenuti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Polizia Locale, delle associazioni d’arma e partigiane, dell’Asl di Imola e degli enti ed associazioni di volontariato che hanno operato a supporto del Centro Operativo Comunale, per l’assistenza alla popolazione, in occasione dell’emergenza Coronavirus.

Era esposto anche il Gonfalone della Città di Imola, con la Medaglia d’Oro al valor militare per attività partigiana. Una volta deposta la corona, sono stati onorati i caduti, con l’esecuzione de ‘Il silenzio’, da parte di Miloro Vagnini, trombettista della Filarmonica Imolese.

Ecco una sintesi del messaggio del Commissario Izzo: “Il 2 giugno di 74 anni fa nel Paese si tenne il referendum sulla forma istituzionale, dopo 75 anni di regno, gli italiani scelsero di ergere l’Italia a Repubblica costituzionale. In quella consultazione, la prima in cui fu riconosciuto il diritto di voto anche alle donne, la Città di Imola espresse la sua volontà con una partecipazione ben superiore alla media del Paese,  si recarono al voto il 91,87% dei cittadini in confronto all’89% nazionale. Anche nell’espressione di voto la scelta degli Imolesi fu più decisa, assegnarono, infatti, una netta maggioranza alla scelta repubblicana: l’ 81,15% a fronte del 54% Nazionale, confinando così l’istituto Monarchico in un modesto 18,85%. Questi dati ci danno la plastica visione di quanto grande, determinata e forte fosse in queste terre la passione civile, l’anelito repubblicano ed il desiderio di rimuovere, per sempre, la presenza storicamente discutibile della monarchia sabauda. Gli italiani scelsero la Repubblica perché Repubblica etimologicamente è forma di governo in cui i cittadini, attraverso i propri rappresentanti, partecipano alle scelte che influenzano la loro vita, la loro libertà, i loro diritti, il loro lavoro, la loro dignità. Ed i rappresentanti del popolo non possono non tener conto di   questa loro responsabilità nell’amministrare la res pubblica. Specie nei momenti difficili della politica chi è chiamato ad amministrare ha il dovere di farlo con trasparenza, sobrietà, rigore, con umiltà e senso del dovere, attenzionando le emergenze e dando ad esse risposte concrete, ricercando l’unità e, soprattutto, ricordando sempre che si governa  nell’interesse di tutti e non solo della propria parte”.