Imola. L’associazione Futuro in Comune rivolgerà al Comune la propria proposta estiva sull’emergenza scolastica asili nido, fascia d’età 0-3, tuttora non risolta da nessun protocollo di sicurezza specifico nazionale e della Regione Emilia-Romagna.

Giuseppina Brienza, presidente di Futuro in Comune

Lo farà nel corso dell’incontro online Riapertura asili e scuole-Il punto con il Tavolo comunale in programma sulla pagina Facebook “Giuseppina Brienza” (presidente dell’associazione) mercoledì 3 giugno, alle 20.45.

“Il Comune potrebbe allestire degli spazi dedicati all’infanzia nelle aree verdi di tutti i quartieri della città,– spiega la Brienza,–, e in ciascuna di queste aree mettere a disposizione qualche gazebo (fra cui uno per il cambio dei bambini e uno per il rinfresco) e un educatore che si occupi dell’accoglienza dei genitori e delle/dei baby sitter che vi si recheranno”.

In assenza di asili nido aperti, “per le famiglie che dovranno rivolgersi alle/ai baby sitter oppure prendere permessi dal lavoro queste aree verdi attrezzate potranno diventare un punto di riferimento ‘di quartiere’ – aggiunge la presidente dell’associazione Futuro in Comune Imola – per permettere ai bambini di socializzare e restare all’aperto in sicurezza”.

A proposito delle/dei baby sitter, inoltre, “il Comune dovrebbe assistere le famiglie, creando una lista di  soggetti già opportunamente formati sul tema delle prescrizioni stabilite dai protocolli di sicurezza – continua la Brienza –, così da rassicurare le famiglie e assicurare il miglior tracciamento possibile nel caso di necessità. Molto spesso, infatti, le famiglie scelgono una/un baby sitter in completa autonomia, ma questo rende impossibile sapere come queste persone vengono contattate e con quanti bambini e di quale età sono abituati a lavorare, e dunque garantire quel controllo sanitario stretto che la situazione attuale e le linee guida nazionali richiedono”.

Insomma, “se la Regione preferisce aspettare, il Comune può fare la propria parte per mettere in campo poche ma indispensabili accorgimenti – è convinta la presidente di Futuro in Comune –, per sostenere attivamente quelle famiglie sole,  che sono rimaste fuori da qualsiasi linea guida a qualunque livello. E in questo clima di attesa, i primi a rimetterci rischiano di essere i bambini”.