Peter Hogarth, già professore presso il dipartimento di Biologia dell’Università di York (Regno Unito) e magistrato, insieme con Sylvia Hogarth, sua consorte, già ricercatrice ed esperta di problematiche nell’insegnamento, hanno risposto volentieri alle domande elaborate allo scopo di fare un confronto con quanto abbiamo vissuto qui in Italia. La pandemia anche in Gran Bretagna sta rallentando, chissà che nel prossimo futuro Peter e Sylvia non ci possano mandare altre loro considerazioni sull’ultima fase.

Peter e Sylvia Hogarth

Quando avete sentito parlare per la prima volta del coronavirus?
“Difficile dirlo, probabilmente a fine dicembre o all’inizio di gennaio. A quel tempo non parve essere un argomento importante. Gli articoli sulla stampa e in TV crebbero in numero di lì in avanti. Il 22 gennaio PHE (Public Health England, Agenzia governativa esecutiva sulla salute pubblica, ndr) alzò il livello di rischio da molto basso a basso”.

Avete pensato fosse una minaccia per voi?
“Inizialmente no, fino a quando non apparvero i primi casi in UK”.

Quando cominciaste a pensare all’eventualità di avere il virus in giro?
“Un po’ alla volta, quando si presentarono casi in UK e cominciarono a diffondersi. Il primo caso a York, in marzo, fu di due persone che erano appena arrivate dalla Cina e che spontaneamente segnalarono di avere sintomi del tipo covid. Furono portati rapidamente in ospedale e curati;  guarirono in pochi giorni. Appena identificati,  si tracciarono tutti i loro contatti, che erano invece non infetti. Poco tempo dopo, qualcuno appena arrivato  dall’Italia, subì la stessa trafila. Molto presto vi furono più casi, più di quelli tracciabili facilmente attraverso i contatti, e così iniziò la crescita esponenziale… Cominciai ad annotare i casi a York alla fine di marzo: 7 confermati il 22, poi 8, 10, 11, 282… (dati cumulativi, non incidenze giornaliere!)”.

Vi siete preoccupati ? Su quali aspetti in particolare?
“Eh si!! Quando divenne evidente che l’Italia era duramente colpita, ci preoccupammo dell’Italia e dei nostri amici italiani (e anche del fatto che avevamo prenotato una visita breve a Venezia. Poi, ovviamente, con lo sviluppo dell’epidemia, ci preoccupammo sul fatto di diventare infetti personalmente, la nostra famiglia e gli amici, e ci chiedemmo se il nostro sistema sanitario (NHS) potesse diventare sovraffollato; pensammo che avremmo subito una interruzione del ritmo della vita normale…”.

Che cosa pensate sull’origine del virus? Lo considerate un evento naturale? O in qualche modo causato dall’uomo?
“Non sono un esperto! La maggior parte delle epidemie, a partire dalla peste di Giustiniano in poi, sono state agevolate dalla vita nelle città, dalla vie di commercio e di viaggio. Perciò è normale per un’epidemia virale aver inizio in una grande città e diffondersi rapidamente. Una volta infetti, si può viaggiare per mezzo mondo prima che appaiano i sintomi. La spiegazione più probabile è il salto di specie, da un  pipistrello a un pangolino, per esempio e poi all’uomo. E il ‘wet market’ di Wuhan è una localizzazione verosimile, perchè lì vengono a contatto con l’uomo specie selvatiche catturate (come il pangolino). L’idea del virus creato in laboratorio come arma biologica, sfuggito di mano o liberato di proposito, è ovviamente stupida!”.

La gente e il governo  in UK erano a conoscenza del salto di specie e dell’origine dei virus?
“In generale? E’ difficile dirlo. Persone ben informate che ricordano, ad esempio Ebola, certamente sono consapevoli. I Media ovviamente hanno prodotto moltissimi articoli. Particolarmente buoni sono The Guardian (che meticolosamente cita la sorgente ogni qualvolta compare un grafico) e le BBC News online. Per chiunque voglia più ricerca di base ci sono siti sul web del tipo https://coronavirusexplained.ukri.org/en/. Spero proprio che Il governo sia consapevole, ha comunque un buon sistema di consulenze scientifiche. Oltre al Chief Scientist’s office al PHE , c’è Nervtag che indaga il virus stesso dal punto di vista scientifico e due ulteriori comitati di esperti e si occupano di come si diffonde (SPI-M) e di come le persone possano reagire alle restrizioni (SP-B). C’è quindi buona consulenza scientifica disponibile in abbondanza, ma naturalmente nessuna garanzia che il governo segua il consiglio degli esperti”.

Fino a che punto considerate l’uomo responsabile della pandemia?
“Se si confermerà che ebbe inizio nel wet market di Wuhan, allora il consumo di animali selvatici può essere considerato responsabile del trasferimento all’uomo. Credo  che il sequenziamento dell’RNA delle due o tre varianti genetiche di covid-19 suggerisca la possibilità che  esso possa aver avuto origine da qualche altra parte in Cina e poi rapidamente sia arrivato a Wuhan… potremmo anche mai saperlo con certezza”.

Che cosa pensate sull’ipotesi del complotto?
“Quale fra i tanti ipotizzati ? Che il virus sia un’arma biologica cinese sfuggita di controllo e che tutto quello che ci è stato detto sia una copertura? O che la malattia sia causata dalla diffusione della rete 5G?  O che il virus sia stato liberato deliberatamente come copertura della diffusione di 5G?  Oppure…? Sarebbe tutto ridicolo – ma abbiamo alcuni idioti in questo Paese che stanno tentando di distruggere i tralicci 5G da cui dipendono i nostri servizi di emergenza – perciò sono sciocchezze pericolose”.

Si sa chi è stato il responsabile del primo caso in UK?
“Non credo, sebbene ci siano dei ‘sospettati’. La prima morte ufficialmente riconosciuta come covid, si è rivelata non esserlo: 5 persone erano morte ancor prima ma solo più tardi identificate come morte per covid. Sarebbe ancor più difficile identificare la prima persona infetta”.

Quali fattori hanno influenzato, ad oggi, la distribuzione del virus in UK?
“Principalmente le regole del lockdown e la loro osservanza più o meno stretta. Al momento, R dovrebbe essere 0.7, in tutto il Paese. Negli ospedali e nelle case di riposo  il fattore chiave è probabilmente  la disponibilità di attrezzature di protezione. Dopo l’allentamento delle regole del lockdown, certamente il numero dei casi  (e R) saliranno di nuovo, perciò molto dipende  dal quando e come le regole verranno attenuate. Con la disponibilità di un vaccino, le cose ovviamente cambieranno: forse il prossimo anno?”.

Quanto era pronto il sistema sanitario nazionale (NHS) ad affrontare l’infezione, secondo quanto si sapeva sul rischio di una pandemia da virus?
“Qui le condizioni erano quelle di un sistema sanitario che per 10 anni o più , a seguito di governi Conservatori, è stato trascurato, a causa di finanziamenti inadeguati e anche in altri modi. Il sistema sanitario nazionale (NHS) dipende moltissimo da medici e infermieri non originari del UK. Potete allora immaginare gli effetti sul sistema sanitario delle recenti politiche  sull’immigrazione. Per di più il Governo non sembra avere un programma di contingenza serio (programma operativo che delinea preventivamente le azioni di determinati soggetti od enti per il caso che si verifichi un evento dannoso o comunque pericoloso per la collettività), messo a punto per una pandemia;  malgrado, ad esempio, una simulazione molto significativa l’anno scorso, seguita da un resoconto, completo di  raccomandazioni. Malgrado tutto questo, Il sistema sanitario nazionale è stato incredibile!”.

L’organizzazione mondiale della sanità (WHO=OMS) è stata efficiente e disponibile a sufficienza?
“Difficile giudicare. Io credo di sì.  Il problema con l’OMS è che ha certe specifiche responsabilità ma poco potere. Può fare solo ciò che i governi gli permettono di fare. All’inizio della crisi, l’OMS  aveva necessità di informazioni cruciali dal governo cinese per valutare la situazione. La Cina stava controllando  fermamente le informazioni e ci volle molto tempo prima che a un team dall’OMS fosse concesso l’ingresso in Cina, per giudicare direttamente la situazione. Questo probabilmente  ritardò decisioni OMS cruciali. A parte questo, penso che l’OMS abbia fatto un buon lavoro. Certamente ha gestito la pandemia meglio di Donald Trump”.

Che cosa pensate del modo in cui la Cina comunica informazioni da dentro il paese?
“Comunica o controlla? Penso che la comunicazione sia migliorata una volta diffusa l’epidemia…”.

Che cosa pensate delle prestazioni del  governo?
“Dovete rendervi conto che questo governo esiste solo a causa della Brexit, e che di fatto non hanno pensato a molto altro. Non sorprende allora che siano stati lenti a reagire alla minaccia. Per certi versi hanno agito bene, particolarmente nel loro manifesto rispetto per l’evidenza scientifica, sebbene questo non li scuserà per qualsiasi cattiva decisione politica che prenderanno. Ci sono state decisamente delle mancanze gravi. Una delle peggiori è stata quella di non essere riusciti ad assicurare un’adeguata fornitura di indumenti di protezione per i medici in prima linea o attrezzature necessarie come i ventilatori”.

  … e del sistema sanitario?
“Pensiamo che abbia agito in modo stupendo! Il sistema sanitario (NHS) è la nostra religione nazionale, ovviamente. Quello che sono riusciti a fare è stato formidabile, malgrado le risorse non sufficienti, e malgrado fossero disperatamente a corto di ventilatori e altre attrezzature. E fossero pure non protetti a sufficienza, il che significa anche in numero insufficiente, dal momento che una parte dello staff è ora infetta, e alcuni sono in terapia nei propri quartieri; più di 100 sono già morti per il virus. Per far capire qual è il sentimento della gente verso il sistema sanitario (NHS), porto alcuni esempi:
• ogni giovedì, alle 8 di sera, usciamo sulla soglia di casa per applaudire o percuotere tegami, per ringraziare il sistema sanitario.
• Alcuni gruppi a York hanno organizzato la consegna giornaliera all’ospedale di migliaia di pasti per lo staff in prima linea.
• Gruppi spontanei stanno producendo notevoli quantità di vestiario medico di protezione, Silvia proprio adesso lo sta facendo.

Capi di protezione confezionati da Sylvia

•  Un signore novantanovenne dello Yorkshire  ha deciso di raccogliere fondi per il sistema sanitario facendo una camminata sponsorizzata, (consistente in 100 giri del suo giardino utilizzando il deambulatore, da completare entro il suo centesimo compleanno). Pensava di riuscire a raccogliere 1000 sterline. La storia è arrivata alla stampa locale poi ai media nazionali….e qualche settimana dopo, quando è arrivato il compleanno, la cifra raggiunta era  pari a 30.000.000 di sterline (ho controllato adesso, quasi 33! e fra un po’ sarà ancora di più!)”.

La persona che ha avviato la raccolta fondi

Sono stati importanti gli scienziati nel consigliare il governo? In quanti sono stati coinvolti?
“Si, sono stati importanti per i consigli che hanno dato. I gruppi sono sostanzialmente quattro:
– Scientific Advisory Group for Emergencies: SAGE. con a capo il Chief Scientific Officer del governo, sir Patrick Vallance. E’ costituito da circa 20 membri che comprendono esperti provenienti sia dal mondo accademico, sia dal governo, di statistica, matematica, microbiologia, controllo delle malattie ecc.
Fanno riferimento a SAGE altri enti:
– Nervtag, guidato dal professore di Malattie infettive emergenti e Sanità globale, della Oxford University.
– SPI-M, guidato dal professore di Infectious Disease Modelling, Scuola di Igiene e medicina tropicale, Londra.
– SPI-B, guidato da un docente di psicologia e rischi emergenti per la salute.
Il ruolo degli ultimi tre enti sono stati descritti innanzi. Naturalmente molti altri consigli arrivano attraverso altri canali”.

Medici e infermieri erano ben protetti sin dall’inizio della pandemia?
“No, E questa è la ragione per la quale in 100 sono morti e migliaia di altri sono stati infettati.  Non ci si aspettava che un ospedale potesse essere preparato per fluttuazioni di richieste più elevate del normale, ma avrebbero dovuto esserci riserve nazionali di indumenti protettivi ed altro, in previsione di emergenze. Le nostre riserve per le emergenze erano inadeguate”.

Pensate che il lockdown sia stato ben organizzato? Vi è sembrato troppo rigoroso, troppo poco rigoroso o troppo permissivo?
“Nel complesso ben organizzato. Le regole iniziali sono state seguite da una serie di modifiche più precise alle disposizioni. E il lockdown sembra aver funzionato, i ricoveri in ospedale e il numero di morti stanno scendendo. Non penso sia troppo rigoroso: comunque è meglio essere troppo rigorosi che troppo permissivi! L’avvio del lockdown non è stato favorito dal nostro Primo Ministro il quale, appena prima dell’inizio, riferiva di come avesse appena visitato un ospedale e stretto un sacco di mani ( poco dopo, mostrò i sintomi e trascorse in ospedale alcuni giorni)”.

Che cosa mi dite sulle case di riposo per anziani?
“Più o meno è successo come negli ospedali. E certamente i residenti in questi luoghi sono particolarmente vulnerabili, a causa dell’età e per condizioni mediche preesistenti”.

Il sistema sanitario (NHS)  sta  conducendo o ha in programma di condurre test sierologici su tutta la popolazione? E’ possibile fare il test in un laboratorio privato? E’ possibile acquistare il più semplice test dal farmacista?
Il Governo sta al momento incrementando le nostre reali potenzialità di testare e allo stato attuale può eseguire 100.000 test al giorno. C’è una gran differenza fra i test che rilevano il virus stesso o parte di esso e i test anticorpali che possono dimostrare l’immunità. Al momento la priorità  sembra essere di testare chi lavora nel Sistema sanitario (NHS), lavoratori degli ospizi per anziani, e chi svolge altri lavori essenziali, per assicurare che restino in salute o siano in grado di tornare al lavoro senza lunghi periodi di quarantena. Quando il virus sarà meno diffuso la priorità potrebbe essere di testare e tracciare i contatti. Non credo ci sarà un tentativo serio di testare l’intera popolazione. Non si può fare nessun tipo di test in un laboratorio privato, e nemmeno comprare un Kit dal farmacista. Qualsiasi laboratorio privato in grado di fare test, sarà certamente utilizzato per la causa nazionale (come lo sono le attrezzature di ricerca delle università)”.

I partiti politici hanno mai litigato sulle regole da adottare durante la pandemia? E secondo la vostra opinione, combatteranno sulla programmazione delle riaperture?
“No. Nessun partito politico è stato coinvolto in nessun modo. E sono sicuro che non ci sarà nessuna azione politica sull’abolizione del lockdown, sebbene – ora che il parlamento è di nuovo al lavoro – il governo sarà interrogato su dettagli nella distribuzione temporale e nelle priorità (e secondo me si tratta di un segnale di buona amministrazione. Le azioni di qualsiasi governo, dovrebbero sempre essere valutate criticamente). E’ probabile che qualsiasi opposizione significativa al programma di riapertura provenga dai sostenitori del Governo, che potrebbero volere un equilibrio differente fra la necessità di ripristinare l’economia e quella di salvare vite.   Uno studio pubblicato oggi indica che la stragrande maggioranza della popolazione non vuole un allentamento rilevante del lockdown nel prossimo futuro”.

Quanto gravemente la pandemia influenzerà ora e in futuro l’economia?
“Bisognerebbe chiederlo a un economista: o a un gruppo di economisti, che avrebbero tutti opinioni diverse… ma chiaramente siamo ormai in un periodo in cui il Governo non ha scelta, se non quella di impiegare miliardi di sterline per affrontare il problema, e far aumentare  il debito di migliaia di miliardi di sterline… Ci sarà quindi alla fine un periodo di austerità, e una grande recessione, come tributo al covid”.

(Carla Cardano)