Imola. “Assurdo! Mentre i pescatori sul Santerno rispettano il periodo di ‘frega’ (riproduzione dei pesci) e fanno pesca no kill con ami infinitesimali in punta di piedi, con regole severe per garantire il rispetto di animali e ambiente, gli escavatori ruspano nel letto del fiume per realizzare la pista ciclabile, ma nel periodo meno adatto. Qualcuno spieghi cosa c’entra tutto questo con il rispetto dell’ambiente e con il turismo sostenibile”.

Parte così un post denuncia su Facebook di una attivista riguardo ai lavori che Area Blu sta realizzando (appalto assegnato a una ditta lombarda per più di 2 milioni di euro, ndr) per la costruzione della pista ciclabile che collegherà Mordano a Castel Del Rio.

Il progetto, di cui avevamo parlato anche noi, riguarda appunto la costruzione di una ciclovia in sede propria a fianco del fiume Santerno. Progetto che avrebbe – sulla carta – il duplice scopo di togliere ciclisti dalla Montanara e di raccogliere quel turismo “dolce” su 2 ruote che potrebbe valorizzare l’attrattiva turistica della vallata.

Foto estratta dal post Facebook

I commenti sulle modalità di realizzazione sono numerosi. “Io non sono un Ittiologo, ma la logica mi fa pensare che come al solito chi ha organizzato i lavori magari ha studiato altro… So che i lavori nel fiume si possono fare anche durante la riproduzione dei pesci… Ci sono però da rispettare certe “modalità'”. Come al solito non si fa il ‘processo’ alle intenzioni ma alle modalità dilettantistiche di come vengono attuate”.

Per leggere ancora: “L’ente appaltatore è Area Blu, il progetto è stato approvato definitivamente nel 2018 nonostante varie opposizioni soprattutto riguardanti il percorso della ciclovia che avrebbe potuto essere fatto su tratti preesistenti e sulla vecchia traccia della ferrovia, invece che scendere ad intaccare il fiume”.

E dire che per la gestione partecipata del fiume era nata anche l’associazione Santerno resiliente. L’ultimo aggiornamento del sito riporta fra le news recenti la data del 23 marzo 2018. Momento che ha anticipato la chiusura dei lavori con un “convegno che si è svolto sabato 24 marzo 2018 al Palazzo Sersanti di Imola in chiusura del percorso partecipativo Santerno Resiliente per aprire una nuova fase di lavoro verso il Contratto di Fiume. Con le nuove adesioni salgono a 24 gli Enti ed Associazioni che hanno sottoscritto il “Protocollo di intesa verso il contratto di fiume Santerno“.

Al convegno, si legge, “sono stati presentati ufficialmente i contributi raccolti nella fase di ascolto dei forum tematici che si sono svolti negli altri quattro comuni coinvolti nel progetto (Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio). I risultati del percorso, inseriti nella sezione documenti del sito, comprendono anche il documento di proposta partecipata ed il regolamento del tavolo di negoziazione che rappresenteranno un riferimento per gli aderenti al Protocollo di intesa verso il contratto di fiume, nella fase di lavoro che si apre ora”. 

Se il percorso Santerno Resiliente si chiude, la partecipazione, l’ascolto e la raccolta di contributi dei cittadini continua”. 

(Verner Moreno)