Imola. “Una coalizione forte di centrosinistra, larga e riformista, aperta alle esperienze di autentico civismo presenti in città” Sono le parole più significative emerse dalla riunione del 9 giugno del tavolo del centrosinistra a trazione Pd con il segretario Marco Panieri, 30 anni e una laurea in Economia all’università di Bologna, in pole position per la candidatura a sindaco.

Erano presenti Futuro in Comune, Emilia Romagna Coraggiosa, il chirurgo ciellino Romano Linguerri e Roberto Raggi dell’associazione “Tommaso Moro”.  Proprio da Linguerri e Raggi sono giunti i dubbi maggiori riguardanti il fatto che l’alleanza non si sposti troppo verso pezzi della sinistra radicale tanto da adombrare l’idea che, correndo da soli con una lista civica, potrebbero prendere più voti rispetto a presentarsi in coalizione. E soprattutto Linguerri sarebbe in forte difficoltà nell’eventualità di un’alleanza pure con il Movimento 5 stelle.

Ma al centro dello schieramento politico imolese rischia di esserci troppo “assembramento”. Pensate se si presentassero Carmen Cappello con Italia Viva e una civica (cosa già pressoché certa), Linguerri con una sua civica e magari un’altra lista con candidato sindaco e laici di centrodestra e pezzi di Forza Italia che non vorrebbero essere risucchiati dal probabile predominio di Lega e Fratelli d’Italia nel centrodestra. Per ora è solo un’ipotesi, ma tre coalizioni al centro finirebbero per disputarsi una disponibilità di consensi che non sono poi così tanti come alcuni pensano. Senza considerare la “civica” legata al centrosinistra classico e, probabilmente, a Panieri che avrebbe al suo interno pure persone di “centro-centro-sinistra”. Un inghippo difficile da sbrigare.

Comunque nel comunicato unitario del centrosinistra a guida Pd si scrive: “Quella che ci attende è una sfida importante, dopo quella legata all’emergenza sanitaria. Ora dobbiamo essere uniti ed è necessario che tutto il centrosinistra sia compatto per assumersi la responsabilità di guidare la città nei prossimi cinque anni. Le nostre priorità sono sanità, welfare, ambiente, lavoro e scuola”. Linguerri e colleghi hanno una settimana di tempo per decidere se rimanere all’interno della coalizione a guida Pd, partito nel quale non mancano fra l’altro altri cattolici di peso. Per ora, in fondo, Linguerri ha partecipato a tutti gli incontri e nelle ultime due tornate elettorali si è alleato con Pd e altre forze politiche.

Intanto, anche i grillini al più presto vedranno se e chi incontrare e quindi come presentarsi.