Sai, caro Francesco, cogliendo l’occasione del tuo ottantesimo compleanno, riteniamo corretto, anzi doveroso, chiederti un favore. Lo so che in occasione del compleanno si usa fare un regalo e non chiedere un favore, ma non credevamo tu fossi conformista fino a questo punto. Sai di cosa abbiamo bisogno, anzi assolutamente bisogno? Tira fuori dal secondo cassetto della tua vecchia madia il Cirano che tieni sempre chiuso a chiave e prestacelo per un po’ di tempo. Non ha importanza se in tutti questi anni il suo naso ha assunto proporzioni ancora più vistose e anche se soffre di qualche acciacco siamo certi che potrà fare ancora al caso nostro. Ovviamente ci serve unicamente se tutt’ora è in possesso della sua affilatissima spada e se è pronto a “toccare” una volta giunti al fin della vicenda.

Come dici? Sei certo sia ancora in gran forma? Perfetto. Beh, sai, ci serve perché qua dalle nostre parti si è davvero giunti in fin della vicenda e una “toccatina” sarebbe l’ideale. Ma dai che lo sai bene anche tu. ‘sto accidenti di pandemia ha fatto traboccare il vaso e se prima ce n’era poca, ora ce n’è ancor meno e, come tu ben sai, chi ci rimette è sempre chi ne ha di meno. Ma si, i soliti problemi, si evadono le tasse, i denari vengono nascosti in lontani paradisi fiscali e ci occorrerebbe proprio un robusto spadaccino in grado di individuarli, scovarli e punirli a dovere. Una bella “toccatina” nel pancino e via.

D’accordo: tu rimettilo in sesto, una discreta spolverata alla casacca, raddrizzagli la penna sul cappello, un po’ di lucido nella bandoliera e ce lo mandi. Dimenticavo, una bella soffiata di naso! Come dici? La prenderebbe a male? Non ce lo manderai con la goccia, spero! Noi intanto, nell’attesa, rimettiamo sul grammofono i nostri vecchi 33 giri e continuiamo a sognare. A sognare un mondo più giusto, migliore, un mondo come tu solo sai dipingere con parole e musica nelle tue canzoni. Parole e musica che ci hanno fatto sognare e sperare. Peccato che siano rimasti solo sogni e vaghe speranze. Avevamo vent’anni quando tu cantavi nelle osterie di Bologna e noi eravamo certi che quanto da te dipinto in musica, si sarebbe avverato. Un giorno. Forse.

Francesco Guccini (di Niccolò Caranti da Wikipedia)

Ecco, adesso sai perché ci serve Cirano e perché ci serve in forma e in grado di giungere in fin della vicenda e “toccare”. Ma toccare proprio come si deve, perché i signori del vapore, come si diceva una volta, sembra che da un certo lato dell’orecchio non ci vogliano sentire.

Dai, facci quest’ultimo regalo: lo aggiungeremo alle tante e tante ore di intenso ascolto che ci hai regalato e che non dimenticheremo mai. Un regalo di immenso valore che ci ha accompagnato in questi anni a volte poco luminosi per molti di noi. Troppi di noi. Buon compleanno Francesco e ancora grazie.

(Mauro Magnani)

P.S. No, guarda, la locomotiva lasciamola nel binario morto e che segua il suo destino fatto di stridii, fumo e carbone. Noi, forse poveri illusi, speriamo ancora che qualcosa possa cambiare e che le tue parole in versi possano raggiungere le orecchie dei sordi per forza. Va bè’, la teniamo di riserva perché non si sa mai, intanto mandaci Cirano e che sia in gran forma!