Imola. Il Comune ha deliberato il 19 giugno l’avvio dei servizi estivi rivolti alla fascia 9-36 mesi, dopo che la Regione Emilia Romagna il 15 giugno scorso aveva pubblicato una specifica ordinanza che consente l’organizzazione di centri estivi per bambini precedentemente iscritti al nido.

I servizi saranno attivati dal Comune da un lato riprogettando le convenzioni in essere con i nidi privati (cioè, la trasformazione formale di “posti nido” in “centri estivi”), dall’altro attraverso le proprie strutture direttamente gestite ed il proprio personale all’interno delle sette sedi già attive per i centri estivi 3-5 anni.

In totale, i posti disponibili per bambini 9-36 mesi sono 269 (pari al 42% dei 640 bambini iscritti al nido a febbraio), 178 nei privati convenzionati (di cui 48 solo part-time) e 55 nei comunali (solo a part time), a cui si aggiungono i 36 bimbi già accolti a tempo pieno nei centri estivi 3-6 anni, per un totale di 91 posti nei nidi comunali.

Come sottolinea Stefano Lazzarini, dirigente Area Servizi alla Persona “l’intera offerta comunale e privata convenzionata è da intendersi offerta pubblica, interamente sovvenzionata dal Comune grazie alla riprogettazione delle convenzioni in essere, attualmente sospese per l’emergenza Coronavirus. Infatti, anche l’intera procedura di iscrizione è gestita dal Comune e ha evidenza pubblica”.

A tal proposito sottolineiamo che i bandi sono pubblicati da oggi sul sito del Comune. La scadenza per la presentazione delle domande sono le 23.59 del 24 giugno sia per l’iscrizione nei servizi per l’infanzia del Comune sia nei nidi privati in convenzione con il Comune. Le domande vanno inviate in tutte e due i casi all’indirizzo email: nido.centriestivi2020@comune.imola.bo.it

I nidi convenzionati attivano i centri a partire dal 29 giugno per 5 settimane, mentre il Comune garantisce i centri estivi presso le proprie sedi a partire dal 6 luglio, per 4 settimane. I nidi comunali che attiveranno centri estivi sono: Nido Fontanelle, per i bambini provenienti dai nidi Fontanelle e Scoiattolo; Nido Primavera, per i bambini provenienti dallo stesso; Nido Campanella, per i bambini provenienti dai nidi Campanella e Piazza Romagna; Nido Sesto Imolese, per i bambini provenienti dallo stesso; Microsezione di nido di Sasso Morelli, per i bambini provenienti dalla stessa.

I nidi convenzionati offrono posti a tempo pieno (non tutti i gestori), mentre il Comune garantisce solo posti part-time, avendo già dei centri che ospitano 290 bambini che frequentano i centri estivi per bambini dai 3 ai 6 anni, di cui 36 provenienti dal nido. Per i centri organizzati dai gestori di nidi privati convenzionati con il Comune di Imola, la retta praticata, da corrispondere direttamente al gestore, è di 110 euro  settimanali per il part-time e 130 euro settimanali per il tempo pieno; mentre nei centri estivi realizzati dal Comune è di 77 euro a settimana. Insomma nei convenzionati privati che garantiscono molti posti, si spende un po’ di più.

“La differente data di attivazione è dovuta a modalità organizzative diverse, mentre la differenza di costo per le famiglie deriva dall’applicazione di vincoli normativi che non possono essere modificati. Infatti, il Comune, da un lato è intervenuto con il massimo contributo ai privati (quantificato in 137,50 euro a settimana per ogni bambino, un impegno decisamente importante) reso possibile ai sensi del DPCM che ha consentito la riprogettazione a cui si è fatto cenno e che ha, per differenza, determinato la retta da applicare alle famiglie; dall’altro ha dovuto applicare il proprio regolamento interno sul sistema tariffario che regola, tra le altre cose, anche i centri estivi a gestione diretta”, spiega Daniele Chitti, responsabile del Servizio Infanzia.

Il costo per le famiglie, qualunque sia il centro frequentato privato o pubblico, può essere diminuito drasticamente (quindi le differenze restano) dal fatto che pur non potendo ricorrere al voucher conciliazione della Regione, perché non previsto per tale fascia di età, possono utilizzare gli altri sostegni messi in campo dal Governo, come il bonus baby sitter.