Faenza. Venerdì 19 giugno c’è stata la direzione comunale del Pd faentino che sembrava decisiva per l’indicazione del nome del candidato a sindaco per le elezioni del 20 settembre. Ma ancora una volta si è deciso di lasciar passare altri giorni per arrivare ad una scelta condivisa ed unitaria, e il paradosso è che il segretario cittadino sperava di avere il nome pronto mesi fa per sfruttare la campagna per le elezioni regionali. Invece, tutto è ancora fermo.

I nomi in pista ci sono, da Massimo Isola ad Andrea Fabbri passando per Alberto Morini e Marco Venturelli; anzi nel corso dell’ultima direzione un vecchio leone come Piero Baccarini ha fatto a sorpresa il nome di Stefania Ciani.
Di solito un partito che ha una rosa così ampia non dovrebbe faticare ad arrivare ad una soluzione, ma il problema pare essere un confronto serrato fra quel mondo che proviene dall’ex Margherita e quello rappresentato dai Ds.

Ci parlano di una Rontini quanto mai decisa ad essere  la queen maker della partita, e per ora non sono stati premiati gli sforzi di chi chiede invece un equilibrio rispettoso della recente storia della città.

Per gli amanti delle scommesse: si tratta di decidere fra Andrea Fabbri e Massimo Isola? E ancora:  come mai di progetti si è parlato molto poco? E infine: ma gli alleati della coalizione non hanno niente da dire?

L’impressione generale è comunque deprimente: una bella vittoria elettorale rischia di essere inficiata da scontri antichi che oggi hanno spazio anche per l’assenza di candidati credibili da parte delle opposizioni.

Ora si tratta di aspettare e  speriamo che oltre ai nomi ci siamo progetti per una città che, tanto per fare un esempio ha scoperto di avere nel suo ventre sacchi di miseria decisamente preoccupanti.

(m.z.)