Durante la pandemia i numeri si sono susseguiti senza sosta. Tabelle più o meno logiche e più o meno chiare sono state proposte di tanto in tanto, accompagnate da commenti non sempre giustificati. Il grido di orrore per i grandi numeri è risuonato a lungo, sugli incredibili dati di questo o quel Paese.

Ora è il Brasile ad essere citato dai media, con un milione di casi di Covid-19, e, di seguito, i paesi dell’America latina. Per giorni e giorni durante il lockdown lo furono gli Stati Uniti, con migliaia e migliaia di casi, sempre in aumento. Di un giorno fa (22 giugno) l’affermazione: tra i paesi più colpiti gli Stati Uniti. E infatti, se andiamo a vedere i dati, sono gli Stati Uniti il Paese ad avere il più alto numero assoluto di casi e di morti. Secondo è il Brasile. Ma possiamo vedere la realtà in altro modo, forse più corretto ?

Numerosi ascoltatori non sembrano aver colto un aspetto molto importante della comunicazione televisiva degli ultimi tempi. E allora è d’obbligo una riflessione, che non è stata spontanea per molti, ma che ad altri suonerà molto, troppo banale.

Ci aiutano a riflettere i dati nel sito, che troviamo a questo indirizzo: https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries *
Semplicemente scorrendo in giù, andiamo alla tabella, costantemente aggiornata, che riporta un sacco di dati. Ma limitiamoci ora a considerare una situazione semplice.

Clicchiamo fuori tabella, nella prima riga in alto, in azzurro yesterday (dati di ieri) e nella seconda riga, in grigio All (tutto il mondo), ed ora clicchiamo sulla colonna Total Deaths (numero totale di morti). Vedremo la classifica, dal paese con più morti a quello con meno morti. Il primo Paese risulta essere gli Stati Uniti, con un numero assoluto di morti pari a 122.610 (22 giugno)**. L’Italia ha 34.657 morti totali. Non c’è dubbio che 122.000 sia numero molto più grande di 34.000.

La colonna che ci interessa adesso è, più a destra, Deaths / 1M pop (numero di morti per milione di abitanti, trasformabile in percentuale). E facciamo le nostre osservazioni. Per gli Stati Uniti abbiamo 370 (22 giugno), per l’Italia 573. Vediamo allora che siamo noi, qui in Italia, ad avere più morti, considerandoli in rapporto alla popolazione. E infatti la colonna Population riporta quasi 331 milioni di persone per U.S.A. e quasi 60 milioni e mezzo per l’italia. In Paesi come Stati Uniti e Brasile con tanti abitanti, ci sono per forza molti morti in numero assoluto ma, come si vede bene, molto meno che da noi se in rapporto al numero di abitanti. E molto meno che in Belgio, dove il numero di morti per milione di abitanti è superiore a 800!

Ultimo dato molto interessante: San Marino, 142-esimo come numero assoluto di casi mortali (22 giugno), è il primo quando confrontato con gli altri, per morti per numero di abitanti. Lo vediamo subito, primo in alto, se clicchiamo su Deaths / 1M pop oppure se scorriamo più in giù nella tabella!

Un primo commento spontaneo è di critica verso chi comunica i dati, che dovrebbe sempre fornire riferimenti percentuali e non solo valori assoluti: i numeri assoluti hanno poco senso, se non sono seguiti da altre informazioni. Perchè non sono stati forniti i numeri di ammalati, morti ecc. in base alla popolazione? Lungi da noi addentrarci in dietrologie politiche, pensiamo semplicemente che anche gran parte di cronisti o giornalisti non abbiano voluto sprecare il loro tempo in qualcosa che ritenevano di poca/nulla utilità.

Un secondo pensiero è una domanda: perchè tante persone, per altri versi molto intelligenti e colte, non riflettano di fronte a tali maldestre comunicazioni. Facciamo qualche ipotesi. In primis l’impatto emotivo causato dalla pandemia, che in qualche modo può influenzare riflessioni, considerazioni, reazioni. Tutto sommato è consolante e quindi volentieri credibile, vedere che stiamo meglio di altri. Ma a questo, senz’altro importante, sommiamo un po’ di superficialità, che caratterizza spesso il mondo di oggi, e anche l’idea di verità associata ai numeri, che sembrano dare certezze. Aggiungiamo poi la fiducia nei servizi televisivi, nazionali e privati, ed ecco che dati e comunicazioni diventano affidabili e degni della massima fiducia, senza che ci sia una semplicissima riflessione critica.

Ma sorge anche il dubbio che manchino ad alcuni conoscenze demografiche minime e grossolane, in questo caso l’ordine di grandezza del numero di abitanti dei grandi Paesi citati e dell’Italia. Numeri non sottomano ma facilmente ottenibili con un clic o un’occhiata all’iPhone. Il dubbio critico dovrebbe aiutare. Un invito quindi a usare gli strumenti che abbiamo a disposizione, per capire meglio quello che ci dicono i media, ora per il Coronavirus, ma in generale per tutto.

(Carla Cardano)

* Worldometer è un sito web di buona reputazione che fornisce dati statistici in tempo reale per diversi argomenti, come popolazione mondiale, economia, società e media, ambiente, cibo, acqua, energia e salute. Il sito è stato lanciato il 29 gennaio 2008. Nel 2020 sta guadagnando popolarità con la pandemia di Covid-19. Per saperne di più consulta: https://it.wikipedia.org/wiki/Worldometer

** Ricordiamo che utilizzando l’Inglese, la virgola nei numeri sta per il punto, e il punto per la virgola. Per saperne di più consulta: http://vecchiosito.iisscalamandrei.edu.it/spazio_docenti/ragazzoni/clil/economia%20aziendale/pdf/reading%20numbers.pdf