Imola. “Spazio Tempo”: da alcuni anni queste due parole non fanno pensare agli imolesi interessati di Scienza solo alla teoria della relatività, ma anche, molto più vicino a noi, al gruppo di promozione culturale a tema scientifico-divulgativo che porta questo nome, in omaggio alla teoria di Einstein. Istituito nell’ambito dell’associazione di promozione sociale “Oratorio di San Giacomo” di Imola, con il sostegno del rettore don Beppe Tagariello, deve la sua ideazione al prof. Silverio Scardovi, dirigente scolastico per oltre vent’anni nei licei imolesi. Lo intervistiamo in occasione della ripresa delle attività. Il gruppo “Spazio Tempo” è sostenuto dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Imola, dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Ravenna e dalla Clai.

Silverio Scardovi

Professor Scardovi, siamo piacevolmente sorpresi di vedere che, malgrado le difficoltà dovute al Covid 19, SpazioTempo si riproponga da luglio con i suoi approfondimenti scientifici. Ciò significa che siete fortemente motivati a dare continuità a questa iniziativa culturale?
“Non dobbiamo consentire che l’emergenza coronavirus, durissima ed improvvisa, oltre ai danni sanitari, umani ed economici allarghi ancor più i propri aspetti dirompenti anche all’ambito culturale. Gli obiettivi di maggior comprensione e vicinanza alla scienza che ci siamo da sempre posti valgono oggi a maggior ragione; c’è un gran bisogno di partecipazione consapevole alle decisioni in ambito scientifico, oltre che sanitario e sociale. E’ in gioco una miglior coscienza e discernimento etico rispetto alle scelte scientifiche che ci riguardano. Riteniamo quindi sia oggi ancor più utile garantire una nostra presenza culturale nell’ambito territoriale”.

Come si pone oggi la vostra divulgazione in relazione alla scuola?
“In modo collaterale, sussidiario … con spirito di sinergia. La scuola esce fortemente segnata da questo anno scolastico. E’ una ferita che solo il grande impegno e creatività di docenti, il lavoro di studenti e famiglie, e la dedizione dei dirigenti scolastici ha potuto limitare ma, al di là delle valide prospettive di attenzione ed utilizzo delle nuove tecnologie per la comunicazione a distanza, non facciamoci illusioni, la mancanza di una didattica in presenza che utilizzi tutte le risorse intrinseche al contatto diretto e al feeling personale di interazione in presenza costituiscono un vulnus su cui riflettere attentamente… in particolare per i più piccoli. Nella costruzione di una nuova didattica sarà necessario procedere con grande senso di equilibrio tra aspetti di didattica in presenza e a distanza, tra rispetto di valori didattici consolidati (per quanto si dica il confronto tra i nostri studenti medio superiori e i loro coetanei europei ed extraeuropei è ancora sensibilmente positivo) e rinnovate modalità di utilizzo delle tecnologie digitali. L’area scientifica, per contenuti, modalità d’approccio didattico, stimolo alla curiosità del sapere, educazione alla logica, al rigore di metodo … deve ancora diventare adulta. Anche a questo proposito riteniamo che un arricchimento dell’offerta informativa/formativa esterna alla scuola possa giovare”.

Il gruppo Spazio Tempo

Tra gli obiettivi di respiro più ampio del gruppo quali sottolineerebbe?
“Far incontrare chi vive direttamente la ricerca con chi ad essa è interessato è un modo di declinare la divulgazione scientifica che può sensibilmente modificarne la percezione. E’ una modalità che toglie spazio alla pseudo-cultura, combatte le ignoranze ed alza una barriera alle fake news che non possono reggere alle testimonianze dirette. Si vuol far crescere una coscienza collettiva sulle dinamiche della scienza e sugli effetti che ad essa conseguono nel sociale. E’ un modo per far risalire un poco la cultura scientifica dagli angoli in cui spesso la si vorrebbe lasciare. D’altro canto l’unitarietà del sapere e della cultura lo richiedono, pena una preoccupante carenza di elementi di giudizio sul reale”.

Maurizio Malaguti

Come è costituito il Gruppo?
“Come si sa tra le caratteristiche essenziali di un gruppo c’è la coesione d’intenti, una buona integrazione tra saperi ed abilità e un alto standard di volontà, determinazione ed abilità comunicativa. Come guida filosofica teoretica tutti ricordiamo con grande riconoscenza ed affetto il compianto Prof. Maurizio Malaguti che per molti anni ci ha dato testimonianza della sua alta Cultura, della sua profonda umanità e della sua limpida Fede. Oggi siamo in quattordici compreso il rettore, mentore di San Giacomo, don Giuseppe Tagariello. segretario, curatore amministrativo, della sicurezza e della privacy è Franco Mirri. Federico Palmonari e Vittorio Pollini docenti universitari emeriti ci sostengono con la loro scienza ed esperienza. Adriano Sansoni cura le riprese audio video, la montatura e la successiva diffusione in rete ( si riportano in calce i link per la visione e l’ascolto delle videoregistrazioni delle conferenze fino al 2019). Le prof. Carla Cardano e Carmen Capra già valenti docenti alle superiori si occupano l’una di giornalismo scientifico e didattica d’avanguardia (Clil), l’altra di coordinamento organizzativo interno ed esterno oltre che di approfondimenti matematici. Gli ingegneri Claudio Poggi, Tommaso Cavina ed Alessandro Mirri curano aspetti scientifici e tecnici sia teorici che operativi. Fabio Orsi grafico professionista di gran valore cura per il gruppo ogni produzione a stampa e digitale. Daniele Balbi, Carlo Cavina assicurano quanto necessario alla buona riuscita degli eventi”.

Quali argomenti specifici si affrontano nell’ambito degli incontri? E nel corrente anno?
“Gli argomenti toccati nei primi anni sono stati principalmente di fisica generale, astronomia, astrofisica e storia della fisica. Via via anche altre aree del sapere scientifico sono entrate nel programma: dissertazioni di matematica, di scienze della vita, su applicazioni tecnologiche, di economia. Quest’anno, dopo la interruzione per Covid riprenderemo, con tutte le prudenze previste, dal 2 luglio, con il Prof. Flavio Fusi Pecci che interverrà su tema “Dal Big Bang al Bosone di Higgs: la cosmologia moderna”. Esperto di evoluzione stellare, galassie e cosmologia, già direttore degli Osservatori astronomici di Cagliari e Bologna., Fusi Pecci è vicepresidente della “Società astronomica italiana”. Osservazione del cielo con puntatore laser a seguire”.

Ci domandiamo come sia possibile riuscire a coinvolgere studiosi ed esperti di tale livello e in che modo avvenga la scelta.
“Le occasioni nascono da letture specifiche, contatti diretti, indicazioni di stampa e organi di informazione. Talvolta sono ricercatori o professori conosciuti che ci sostengono attivando canali noti nel loro ambito di lavoro. Devo dire che l’ascolto alle nostre richieste è, bontà loro, benevolo ed attento. Vengono tra noi a titolo gratuito, apprezzano la passione del gruppo per la cultura scientifica e condividono il clima di grande apertura culturale. Alcuni sono imolesi e siamo orgogliosi di averli tra gli oratori a riconoscimento del merito loro e della nostra scuola locale. Negli ultimi anni abbiamo anche cercato di valorizzare giovani talenti scientifici della nostra terra … di cui avete letto traccia nelle note precedenti sul programma 2020.

L’iniziativa del 2 luglio
“Dal Big Bang al Bosone di Higgs: la cosmologia moderna”, incontro con l’astrofisico Flavio Fusi Pecci, giovedì 2 luglio, ore 20.30, a Villa Torano di Imola.

Flavio Fusi Pecci

La partecipazione sarà limitata a 60 persone (causa distanziamento d’obbligo dei posti). Pertanto è obbligatoria la prenotazione via mail a spaziotempo.2020@gmail.com. L’accesso sarà consentito dalle ore 20.30, con distanziamento, mascherina e previo controllo con termo scanner.
Al termine della conferenza, condizioni meteorologiche permettendo, osservazione del cielo con puntatore laser.

Flavio Fusi Pecci, Nato a Cingoli MC. AstronomoOrdinario. In quiescenza dal 2013. Associato a Inaf – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello spazio. Esperto di evoluzione stellare, galassie e cosmologia, è stato dal 1996 al 2001 Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari e dal 2002 al 2011 dell’Osservatorio astronomico di Bologna (Istituto nazionale di astrofisica). È attualmente vicepresidente della Società astronomica italiana. Già membro del Consiglio scientifico del Gruppo aazionale di Astrofisica del Cnr e coordinatore nazionale della strumentazione del Telescopio nazionale Galileo (Isole Canarie). Ha fatto parte dei Comitati tecnico-scientifici Internazionali dell’Hubble Space Telescope (HST) a Baltimora, Usa, e dell’European southern observatory (Eso) in Germania e Chile. È autore di oltre duecento pubblicazioni sulle maggiori riviste internazionali. Asteroide IAU: Flaviofusipecci (1981 EC2).

Il tema
Una relazione profonda collega gli oggetti ed i fenomeni dell’universo su grande scala ai costituenti fondamentali della materia, le cosidette particelle elementari. Si tratta in sostanza della relazione fra le cose e i “semi delle cose” di cui parla Lucrezio. Oggi studiamo la cosmologia anche guardando verso l’infinitamente piccolo. Ammesso che il modello del Big Bang sia corretto, prima di iniziare la propria espansione e raffreddamento che continua tuttora, l’universo o ciò che ne è stato all’origine, era in realtà piccolissimo e caldissimo. La materia che iniziava a formarsi dall’energia era scomposta nei suoi “mattoncini” iniziali. Solo riproducendo quelle condizioni estreme, come possibile solo nel grande acceleratore Large Hadron Collider-LHC del CERN di Ginevra, si poteva sperare di capire la struttura più microscopica della materia e, quindi, dell’universo primordiale che l’ha prodotta. La scoperta nel 2012 del Bosone di Higgs, già ipotizzato teoricamente da 50 anni, ha costituito un passo decisivo in tale direzione. Viviamo quindi una rivoluzione culturale nella quale lo studio dell’universo “infinitamente grande” si ricongiunge in un unico quadro interpretativo con la conoscenza dell’ infinitamente piccolo”.

Le altre iniziative
9 luglio 2020: l’ing. Niccolò Bellini ingegnere aerospaziale, co-fondatore del progetto Spacemind nel settore dei nanosatelliti interverrà su “Missioni spaziali: il problema dei detriti e le nuove frontiere tecnologiche”

In date da definirsi
“Teoria, approssimazione, ottimizzazione: la Matematica come bussola della realtà” con l’ing. Giorgio Bornia, dottore di ricerca nel 2012 presso l’università di Bologna. Già Assistant professor è attualmente Associate professor presso il department of Mathematics and Statistics della Texas Tech University.

“Statistiche e abbagli” con il prof. Corrado Corradi, già professore ordinario e direttore dell’Istituto di Matematica generale e finanziaria dell’Alma Mater. Studioso insigne di Matematica applicata all’Econometria e alla Finanza.

“Applicazioni di intelligenza artificiale in agricoltura: minaccia o opportunità?” con il prof. Luca Corelli Grappadelli, professore ordinario di “Fisiologia degli alberi”, dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari, università di Bologna.

“Un futuro luminoso dalle nanoparticelle di silicio”, con la prof.ssa Paola Ceroni, università di Bologna. Professore ordinario di Chimica generale e inorganica, dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”. membro del Comitato direttivo e scientifico del Centro di ricerca interuniversitario Solarchem; responsabile di progetti europei ed internazionali (ERC, ENI, Vinci, ITN, FIRB, PRIN…)

“Gregorio Ricci Curbastro: un genio e un gentiluomo” con il prof. Enrico Sangiorgi, professore ordinario di Elettronica, università di Bologna. Prorettore alla Didattica.

“Fintech: tecnologia e impatto sul settore finanziario” con il prof. Giuseppe Torluccio, università di Bologna – Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari, dip. Scienze aziendali. Coordinatore del corso di laurea magistrale in finanza intermediari e mercato.

Videoregistrazioni delle conferenze Spazio Tempo

ANNO 2017
Flavio Fusi Pecci: BUCHI NERI E ONDE GRAVITAZIONALI : UN PROBLEMA DI ESTREMA GRAVITA’

Maurizio Spurio: NEUTRINI IN PROFONDITA’ 

Silvio Amedeo Bonometto: ALL’ORIGINE DEL TEMPO – BIG BANG E INFLAZIONE COSMICA

ANNO 2018
Federico Palmonari: SISTEMA DI ALLERTA PER I TERREMOTI?

Maurizio Malaguti: MEMORIA DELL’ORIGINE: UNA APERTURA METAFISICA

Ettore Remiddi: LA RICERCA: DALL’ATOMO (DI DEMOCRITO) ALLE PARTICELLE ELEMENTARI

Flavio Fusi Pecci: NUOVI POTENTI “OCCHI” DEGLI ASTRONOMI

Giorgio Dragoni: CATTURARE L’INVISIBILE. ANTICIPARE IL FUTURO. AUGUSTO RIGHI E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE

Silverio Scardovi: PROVE DELLA RELATIVITA’  GENERALE di EINSTEIN

Matilde Leonardi: TI AMO DAL PROFONDO DEL MIO CERVELLO E LA TEORIA DEL MALGRADO

ANNO 2019
Franco Callegati: COMUNICARE CON LA LUCE

Barbara Monti: IL CERVELLO E LA MENTE: COME RIESCONO LE CELLULE NERVOSE A PERMETTERCI DI PENSARE

Bazzani Armando: LA FISICA E LA CITTA’: IL MODELLO VENEZIA PER LA GESTIONE DEI FLUSSI TURISTICI 

Flavio Fusi Pecci: IL SOLE: LA NOSTRA STELLA, E LE ALTRE?

Mirella Manaresi: NUMERI PRIMI: DA EUCLIDE ALLA CRITTOGRAFIA MODERNA

Marco Orlandi: MOON BOUND: DESTINAZIONE LUNA. L’EMOZIONANTE STORIA DEL PROGRAMMA APOLLO A CINQUANT’ANNI DAL PRIMO SBARCO UMANO SULLA SUPERFICIE LUNARE

Giuseppe Torluccio: ECONOMIA E MANAGEMENT: TRA SCIENZA ED ARTE

(c.ca.)