Le prime avvisaglie sul fermento del “divertimentificio” made in Italy si erano già viste qualche settimana fa complice l’impennata delle temperature, dove una gran folla si era riversata sui litorali spesso eludendo prenotazioni per gli accessi agli stabilimenti balneari, distanziamento sociale e assembramenti durante balli e buffet, tanto a Viareggio come a Mondello, così a Rimini quanto a Ostia o Jesolo.

Mascherina (Foto Regione Emilia Romagna)

Ma lo sfottò più eclatante alle normative anticontagio è venuto da Napoli dove il successo dei partenopei nella finale di Coppa Italia contro la Juventus ha scatenato un’intera comunità di tifosi, che è scesa in strada fino a notte fonda per manifestare il proprio orgoglio dopo aver visto i propri beniamini abbracciarsi calorosamente in campo a fine partita; uno “sfottò” al Coronavirus fatto di baci e abbracci che si poteva evitare perché anche se la situazione è migliorata rispetto al recente passato, in gran parte d’Italia si stanno ancora facendo grandi sacrifici perché la curva dei contagi non risalga.

La parziale scusante è che in qualche modo quello che stiamo vivendo è un “inedito”, dalla velocità così repentina dei contagi dei mesi passati al recupero delle guarigioni degli ultimi tempi, ma a far riaffiorare i rischi ci vuole poco.

Festeggiamenti perciò che saranno ancora da evitare proprio nell’intensità dell’esposizione e nel tempo, soprattutto se ciò comporta ripetuti baci e abbracci che aggravano la (eventuale) carica infettiva di Covid-19, che è venuto da metropoli troppo vicine a mercati non controllati igienicamente e dove si sono macellati a cielo aperto gli animali selvatici, un virus che in appena cinque mesi ha trovato da noi l’opportunità di “una vita migliore”, e campa e prospera dove appunto le persone si riuniscono, si toccano e si contagiano.

D’altronde per un immunologo che ha dichiarato che le uniche ragioni sul perché ci si infetta di meno è grazie a mascherine e distanziamento, c’è un epidemiologo che ha analizzato i risultati dei test trovando un virus spesso morto, e sono bastate queste poche righe sui quotidiani per risollevare il morale di quei 17 milioni di persone che abitano in prossimità dei 7.000 chilometri di costa italiana, e che raddoppieranno da qui a poco grazie a ferie e vacanze mordi e fuggi.

Con mascherina e (poco) distanziamento via libera perciò alla “mescolanza” che apre la mente, che ci ha (di nuovo) reso vivi ed in grado di riacquistare almeno un po’ della normalità perduta, tanto nei giovani quanto nelle persone più fragili, in azienda come al bar.

Innumerevoli perciò saranno in futuro le testimonianze tanto di come siamo stati “abbandonati” a noi stessi quanto di come siamo tornati alla vita di socialità, nella scuola, nello sport e nelle relazioni dopo i mesi passati in lockdown, un archivio storico di enorme valore e un punto di svolta della nostra vita che qualcuno un giorno studierà.

(Giuseppe Vassura)