Imola. “In tanti mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco, il mio sogno da bambino. Alla fine, con una decisione sofferta ai punti, ho scelto di continuare la mia attività lavorativa. Oggi non è il mio momento, ma non si tratta di un addio, piuttosto di un arrivederci. Naturalmente sono una persona libera, durante la campagna elettorale dirò la mia su cosa faranno i candidati, se a mio giudizio faranno bene o male certe cose, insomma potrei schierarmi”. Andrea Zucchini torna quindi “in pista”, a meno di tre mesi dalle elezioni amministrative con una lunga conferenza stampa a due passi da un luogo simbolo per lui, la torre dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” con la cravatta da combattimento rossoblù, simbolo della città e “dell’Imolese che ha raggiunto la salvezza riempiendomi di gioia”.

E fa capire che il suo “peso politico” da qualche parte lo metterà e non sarà indifferente specialmente se si andrà al ballottaggio scandendo che “occorre un piano programmatico per il bene comune”. Si comprende bene che vuole esercitare un “peso politico” perché dichiara a chiare lettere “di avere ricevuto tanti attestati di stima da artigiani, imprenditori e cittadini. Sono a Imola da Natale e dopo le dimissioni dell’ex sindaca Manuela Sangiorgi, molti di ogni schieramento mi hanno cercato per una mia candidatura. Ci ho pensato attentamente, continuo il percorso imprenditoriale, ma resto a disposizione della collettività”.

Ecco le sue risposte ai giornalisti che ha accolto, come spesso ha fatto in passato, offrendo una bevanda fresca servito dall’inseparabile compagna Parnia Amani.

Zucchini, come vede le forze in campo?

“Il centrosinistra storicamente a Imola è la forza più organizzata, si tratta di un dato di fatto, vedo che si profila uno scontro fra titani tra la Carmen Cappello e il centrosinistra a guida Pd. Naturalmente, competono nello stesso elettorato e quindi solamente il centrosinistra può togliere voti al centrosinistra stesso. Spero che tutti siano mossi da un cuore puro per il bene della città e non da manovre, che mi danno fastidio, per cercare poi posti di potere”.

E il suo amico Marco Panieri, alfiere del centrosinistra a guida Pd?

“Lo conosco da quasi 20 anni, abbiamo iniziato insieme a fare politica, mi appoggiò nella battaglia per mantenere il crocifisso nell’aula del consiglio comunale. Siamo ancora amici, lui ha scelto la strada del Pd facendo una grande gavetta, si capirà fra non molto se la sua squadra e il suo programma saranno all’altezza delle grandi sfide che attendono Imola dove, come tante altre città, a settembre ci sarà da fare i conti con una situazione sociale ed economica molto difficile”.

Durante la breve esperienza al governo dei 5Stelle ha avuto rapporti stretti con loro…

“Vero, sono venuto da imprenditore a presentare realtà eccellenti. Fra loro c’erano persone ottime e altre pessime…

Cosa pensa del centrodestra?

“Alcune compagini sono messe bene, altre non altrettanto, siamo già al 2 luglio e sarebbe ora di accelerare”.

Ma c’è la possibilità di andare al ballottaggio?

“Molti partiti a livello locale, regionale e nazionale mi hanno cercato. Ho visto i sondaggi di alcuni partiti a livello romano, dicono che se chi ancora manca all’appello mette un candidato forte si va al ballottaggio”.

La parola magica che forse attende Zucchini per schierarsi, appunto, è il ballottaggio anche se lui è furbo e fa un “in bocca al lupo a chiunque andrà a governare la mia città. Ogni compagine politica può fare cose buone, ci sono realtà di grande livello come la Lamborghini con l’amico imolese Stefano Domenicali, la Curti, persone di ottimo livello come il giovane capitano dei carabinieri Andrea Oxilia. L’importante è non fermarsi alle parole, ma realizzare fatti concreti. A tale proposito, sottolineo tre cose: fortunatamente ci sono ancora tante aziende imolesi che cercano di esportare, lavoro per il gemellaggio fra Imola e Ardakan in Iran nella regione di Yazd e l’arrivo del console iraniano a Imola alla presenza del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, di rappresentanti della Questura e della Prefettura”.

(Massimo Mongardi)