Imola. Il Comitato Vediamoci chiaro: “Subito un piano di caratterizzazione ed eventuale bonifica, oltre a un piano di sorveglianza sanitaria”.

E’ ormai tempo di elezioni e la discarica Tre Monti di Imola torna – giustamente – al centro dei riflettori. Il Comitato uscito vittorioso da 2 gradi di giudizio, Tar e Consiglio di Stato, affida ad una propria nota, che pubblichiamo integralmente, il suo pensiero a riguardo agli inquinanti ancora presenti nel sito.

“È passato più di un anno dall’ultima comunicazione ARPAE sulla situazione della Discarica Tre Monti di Imola. Risale, infatti, allo scorso 02/05/2019 la pubblicazione degli esiti analitici del monitoraggio effettuato dalla stessa agenzia nel mese di Novembre 2018 sulle acque dei piezometri che circondano le vasche di raccolta del percolato. È più di un anno che ARPAE non pubblica dati delle proprie indagini autonome, mentre dovrebbe farlo ogni quattro mesi. Un comportamento incomprensibile.

Nel frattempo, il gestore HERAmbiente esegue puntualmente e trasmette come da determina ARPAE gli esiti dei propri monitoraggi trimestrali che ora, dopo richiesta di accesso agli atti, possono essere visionati nel sito del Comune di Imola. Gli ultimi in ordine di tempo, relativi al campionamento realizzato lo scorso 19/02/2020, non fanno altro che rimarcare la situazione di contaminazione delle acque all’esterno della discarica, oltre che, ovviamente, quelle al suo interno.

In termini tecnici, le analisi certificano il superamento dei limiti normativi (le cosiddette CSC, concentrazioni soglia di contaminazione) individuati nella Tab. 2, All. 5 alla Parte IV del D. Lgs. 152/06, per quanto riguarda la presenza di alcuni elementi nelle acque prelevate nei piezometri.

E non è cosa di poco conto. Di solfati, ne sono state rilevate concentrazioni di oltre 10 volte il limite normativo. Di manganese ce n’è 27 volte il limite, e di ferro addirittura 32 volte. Per il boro andiamo meglio, solo 4 volte il limite. Nel corso degli ultimi due anni si sono verificati anche superi, certificati dallo stesso gestore, di arsenico, cadmio, nichel e nitriti.

A suo tempo, era il 09/11/2015, per una situazione analoga, partì una diffida emanata dalla Città Metropolitana nei confronti del gestore HERAmbiente, poi sfociata nell’installazione dei piezometri e nella bonifica del sito, approvata in via definitiva da ARPAE il 26/07/2016 (PDET-AMB-2016-2529). E ora? Tutto tace.

In realtà, come stabilito dalla stessa determina ARPAE al punto 24, dopo due anni dal termine dei lavori di bonifica (avvenuta il 31/05/2018 ndr), e alla luce dei dati di monitoraggio effettuati nel corso dei due anni, si dovrebbe esaminare nuovamente la situazione, per vedere se la bonifica sia risultata efficace o se invece siano da riconsiderare gli interventi messi in atto.

I due anni sono passati, la contaminazione persiste a certificare l’inefficacia dell’intervento di bonifica, a cui si dovrà necessariamente mettere mano. Ma tutto tace.

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, in campagna elettorale ha ribadito come il capitolo Discarica Tre Monti debba considerarsi chiuso. Ma anche se chiusa, la discarica è ancora fonte di contaminazione e preoccupazione. Cosa stiamo aspettando per un piano di caratterizzazione ed eventuale bonifica oltre a un piano di sorveglianza sanitaria? Le prossime elezioni comunali? Anticipiamo che i candidati Sindaci saranno invitati ad informarci su come intenderanno procedere”.

(Verner Moreno)