Le mani e la creatività dell’artigiano sono guidate dall’intelligenza e dalla cultura del bello, del buono e del ben fatto. E’ così in tutti i settori, da quelli più tradizionali in cui le mani plasmano la materia con movimenti antichi, a quelli più tecnologici, dove l’artigiano indossa un camice bianco e stampa in 3D o controlla dei macchinari sofisticati. Oggi le professionalità artigiane si caratterizzano per il valore delle personalizzazioni e per il saper coniugare al meglio tradizione, cultura, innovazione.

I ragazzi devono poter scegliere il loro futuro in libertà, valutando ogni possibilità. Noi adulti abbiamo il difficile compito di non influenzarli e, anzi, di aiutarli a esprimere le loro personalità al meglio: sia che vogliano fare carriera in una grande industria o nella Pubblica amministrazione, sia che si sentano portati per attività di tipo artigianale.

Sono tutte scelte possibili e non si deve più parlare del lavoro dell’artigiano come di un lavoro poco prestigioso o povero di soddisfazioni.

Essere artigiani è essere nello stesso tempo artisti, imprenditori, creatori di bellezza e di opportunità. Li chiamiamo mestieri, ma dovremo trovare nuove parole che esprimano meglio ai giovani il senso di una carriera ricca di stimoli.

Di stimoli ma anche di problemi da risolvere, fra cui le difficoltà di un sistema burocratico e fiscale che di certo non aiuta le partite Iva. E’ un sistema che va riformato e dobbiamo impegnarci affinché lo sia, se non vogliamo disperdere quel patrimonio di conoscenza custodito nelle micro, piccole e medie imprese.

(Amilcare Renzi)