Faenza. Breve storia di un percorso non facile. Così ce la racconta Maurizio Randi. “Cominciamo col dirci che la proposta emersa all’interno del PD faentino prevede Massimo  Isola candidato sindaco di Faenza ed Andrea Fabbri in ruolo immediatamente subalterno, un ticket che vuole evidenziare fin da subito la massima apertura alle diverse sensibilità della città ed attorno al quale puntiamo ad aggregare tutti coloro che idealmente si riconoscono nella sinistra, nel centro sinistra, ma anche in quel centro moderato che fatica ad identificarsi nel modello di politica e di società portato avanti dalle Destre. Come lei ha giustamente sottolineato, non è stato un percorso facile, ma eravamo consapevoli delle difficoltà che andavamo ad affrontare: queste sono decisioni importanti, che possono incidere a lungo ed in profondità sulla vita e sul futuro della comunità ed era naturale che ciascuno cercasse di portare avanti la propria particolare visione, così come era naturale che su queste differenti visioni si sviluppasse un confronto serrato. L’importante era trovare una sintesi in cui tutti si potessero riconoscere e ci siamo riusciti. Ora dobbiamo raccogliere attorno alla nostra proposta il maggior consenso possibile, costruendo una coalizione che vada dalla sinistra al centro, sulla falsariga del cosiddetto “modello Bonaccini ” che, lo ricordo, a Faenza, nelle scorse elezioni regionali, ha raccolto oltre il 50% dei consensi.”

Ha creato molte perplessità l’attivismo forse esagerato di Manuela Rontini. Vuol dire che c’è un’anima del Pd che comunque è perplessa sul nome?
“Manuela Rontini è una delle figure di riferimento del Pd Faentino (ma non solo) e certamente la più popolare, come ha dimostrato la sua straordinaria affermazione personale nelle recenti consultazioni regionali. Che si spendesse con generosità in questa fase (e nella prossima campagna elettorale) era logico ed opportuno  ed il suo impegno a sostegno di Isola è la conferma della convinzione con cui il PD di Faenza porta avanti questa candidatura in modo unitario e senza le ambiguità purtroppo registrate in passato. ”

Maurizio Randi

Ora inizia il percorso con gli alleati quali i temi che il Pd metterà sul tavolo del dibattito?

“Senz’altro partiremo da Economia (Sviluppo e Lavoro) e Sociale due temi sempre attuali e centrali per il benessere delle comunità, messi pesantemente in croce dall’emergenza sanitaria legata all’epidemia Covid: da una parte dovremo essere pronti a supportare attività ed operatori economici per salvaguardare la loro capacità di produrre ricchezza sul territorio e dall’altra a sostenere quelle famiglie che sono state maggiormente colpite dalla crisi, possibilmente non limitandoci ad un mero assistenzialismo, ma ponendo le basi per percorsi di riscatto sociale ed economico. Scuola e Sanità sono altri due asset da tutelare con determinazione: per la prima dovremo pretendere e facilitare il ritorno alla normalità pre Covid, per la seconda bisognerà salvaguardare e potenziare il modello di medicina territoriale che consente risposte più vicine ai cittadini. Ambiente e Mobilità Sostenibile sono ulteriori ambiti in cui dovremo investire pesantemente, anche e soprattutto sotto l’aspetto culturale. L’ottima gestione amministrativa di questi anni ci dovrebbe  garantire risorse adeguate, che andranno messe a disposizione di progetti lungimiranti e di ampio respiro e l’Unione dei Comuni, costruita durante i mandati di Malpezzi, sarà uno strumento operativo di gestione del territorio che potrà portare  non solo risparmi e sinergie, ma un approccio territoriale sistemico.”

Per coprire tutte le caselle della squadra di governo si attenderà il responso delle urne?
“Non c’è uno schema rigido, chiaramente esiste la necessità di dare spazio (di proposta e di rappresentanza) alle diverse sensibilità del Partito Democratico e della coalizione che andremo a formare nei prossimi giorni (di solito chi elegge il consigliere poi trova un posto in giunta), ma dovremo anche essere pronti a raccogliere eventuali indicazioni che ci dovessero pervenire dagli elettori. Auspico (ed intendo lavorare in tal senso) che la grande energia che sapremo mettere in campo durante la campagna elettorale non vada dispersa immediatamente dopo il voto, ma che resti a lungo in campo, a sostegno e stimolo del progetto amministrativo del centro sinistra, eventualmente incarnata da volti nuovi, provenienti anche dalla società civile, che portino in dote nuova linfa ed entusiasmo al servizio della città e possano contribuire ad un parziale rinnovamento della classe dirigente.”

(m.z.)