Caro Onorio,
Mi manchi da tanto tempo ormai e mi mancano le nostre chiacchierate. Allora ho deciso di aggiornarti così sulla situazione Autodromo.
Ricorderai che nel 2018 la straordinaria maggioranza degli imolesi votò movimenti e partiti che, a livello programmatico, si impegnavano verso una riqualificazione sia ambientale che di utilizzo dell’impianto.
Avevamo vinto… credevamo!
In realtà le cose hanno, praticamente da subito, preso una “piega” diversa.

La “rivoluzione” mancata
Cominciamo dal 2018, l’anno della “rivoluzione”, anno con ben 117 giornate di attività motoristiche. Numero importante che aveva portato il M5S a proporre nel programma una riduzione del 10% delle giornate ad alto impatto acustico. Proposta regolarmente votata dagli imolesi.
Brutto anno il 2018: per tutta una serie di motivi il bilancio si chiuse con un rosso di oltre 400.000 euro, cifra, come scoprirai nel seguito, “recuperabile” con 100 anni di utili come il 2019.

Torniamo a noi: davanti alla prospettiva che la Giunta rispettasse il mandato avuto dai cittadini la reazione del Presidente di Formula Imola fu forte e, numeri (suoi) alla mano chiese un calendario di 139 giornate a garanzia di un sostanziale pareggio di bilancio. In agenda anche un calendario in linea con il programma elettorale di 109 giornate, ma con una previsione di circa 200.000 euro di perdite.

Devi sapere che il calendario proposto di 139 giornate non era in linea con le norme che regolano l’utilizzo dell’impianto, e, proprio durante un’assemblea pubblica, Arpae spiegò brillantemente i problemi collegabili al concetto di sedime e posizionamento fonometri.
Cosa disse la Sindaca? La Sindaca lasciò l’aula…

Questi sono una piccola parte degli antefatti. Giustamente mi domanderai, ma il 2019 come si è chiuso?
Caro Onorio, le 139 giornate non sono state rispettate, a Formula Imola è stato consentito di arrivare a 170 giornate motoristiche, record di sempre.
Chissà i risultati di bilancio, penserai… sbagli, dopo un anno di feroci polemiche la società pubblica ha ottenuto meno di 4.000 euro di utile.
In sostanza ogni giornata ha portato un utile di 23 euro…

Sempre facendo paragoni numerici, guardando la pagina “amministrazione trasparente” della società, si scopre che le spese legali superano nettamente l’utile oppure che il compenso del Presidente è circa 10 volte superiore all’utile netto di esercizio.
Sarebbe come se il Presidente del Mugello Circuit percepisse 17 milioni di euro…
Chissà il futuro…

Futuro Autodromo
Questi numeri, e l’evolversi della situazione, dimostrano che la gestione anni 70 è insostenibile. Attualmente l’Autodromo è una zona franca, sostanzialmente scollegata dallo sviluppo reale della città. Esiste una piccola sacca subculturale (non mi riferisco al Cda) che tempesta di fake news la cittadinanza: Imola vive grazie l’Autodromo, l’Autodromo ha 1000 dipendenti, il declino è colpa degli ambientalisti (e non delle Leggi) e amenità varie che per fortuna trovano sempre meno spazio tra i cittadini.
Questa subcultura, sempre priva di numeri a conforto, purtroppo impedisce un ragionamento serio su quel che veramente è il nostro impianto e sulle prospettive.

Oggi Imola non è omologata per la Moto Gp e, per quanto riguarda la SBK, in tanti denunciano la pericolosità del tracciato. Siamo omologati per la F1, ma da quello che si vede siamo ormai considerati una pista di terzo livello che nemmeno il covid riesce a rilanciare. Qualche giornalista sportivo evidenzia riserve sull’aspetto tecnico (noioso perchè non si riesce a sorpassare).
Insomma abbiamo un grandissimo passato ed un futuro terribile.

Un’immagine del mondiale motocross a Imola del 2018

Pensa che, almeno nel 2020, non avremo la SBK, il Mondiale di Motocross (spostato a Faenza) e dubito fortemente sul ritorno della F1. Continuare con questa politica determinerà inevitabilmente la chiusura dell’impianto. La polifunzionalità (musica, fiere, convegni, motosport, università) è la chiave (l’unica) per il futuro.

La chiusura sarebbe un dramma per il nostro territorio, perchè verrebbe a mancare una risorsa fondamentale, se ben utilizzata, per il rilancio del territorio.
Il futuro passa attraverso la capacità del territorio di diventare appetibile sia sul versante turistico che universitario. Se il nostro campus riuscirà ad emanciparsi nella meccatronica e nelle nuove tecnologie legate alla mobilità, allora gli spazi autodromo vivranno una nuova vita, permettendo anche uno spazio alle attività sportive.

Il futuro si chiama università e relativo impatto. Un impatto che aiuterà le nostre imprese a mantenere le varie eccellenze tecnologiche e ridarà energia al comparto commerciale, immettendo milioni di euro direttamente sul territorio. Per chi vuole approfondire cliccare qui.

Sono leggermente ottimista perchè sembra che qualche cosa stia cambiando. Dopo le dimissioni della Giunta Sangiorgi si sta consolidando un ritorno al rispetto della legalità, realtà che onora il Commissario Izzo, il ConAmi e naturalmente Arpae.
Ora si tratta di uscire dal pensiero medioevale per aprirsi il futuro.

In ultimo mi scuso per l’uso generalizzato del termine M5S. In realtà il movimento, sul tema autodromo, si divise in due parti: una sosteneva il rispetto del mandato elettorale e l’utilizzo in linea con le normative, mentre una parte, ora uscita e riunitasi in una lista civica, lasciò “mani libere” a Formula Imola.
Questo è tutto, Onorio, alla prossima.

(Mario Zaccherini)