Imola. Sono due i “galli” nel Carroccio a contendersi il ruolo di candidato a sindaco del centrodestra. Sarà la Lega e in particolare il deputato “romagnolo doc” Jacopo Morrone a decidere, ma ancora una volta i nomi dei due papabili sono quelli del consigliere regionale Daniele Marchetti e di Simone Carapia che invece non è riuscito a conquistare un posto in viale Aldo Moro.

Negli ultimi giorni la candidatura di Carapia, che sembrava partire in svantaggio, ha ripreso quota sulla sua pagina Facebook con foto e fotomontaggi continuamente aggiornati negli ultimi giorni e la proposta, simile a quella dell’on Gianni Tonelli che lo appoggia, di una taglia di 2000 euro a chi darà informazioni utili a rintracciare in modo concreto il “branco” di picchiatori di due ragazzi, di notte in zona autodromo.

Marchetti è più benvoluto dai giovani che si sono avvicinati alla Lega negli ultimi tempi, Carapia ha più anni , più esperienza in consiglio comunale e il “fardello” di aver sostenuto fino all’ultimo la sindaca dimissionaria Manuela Sangiorgi, che da tempo ha lasciato, in forte polemica, il Movimento 5 stelle. Proprio il suo legame con la Sangiorgi potrebbe essere visto come un ostacolo oppure come un’opportunità per portare in dote al centrodestra alcuni voti in libera uscita da un gruppetto di ex grillini rimasti fedelissimi all’ex prima cittadina.

Ormai i tempi stringono e la prossima settimana probabilmente si avrà la soluzione. Non sembrano in grado di avere “carte di peso” in mano gli alleati di Fratelli d’Italia che probabilmente proporranno come capolista Nicolas Vacchi che ha criticato aspramente la candidata a sindaco Carmen Cappello responsabile di essere andata nel suo serbatoio di voti a Sesto Imolese in cerca di popolarità affermando che lo faceva “non solo per scopi elettorali”. Vacchi l’ha criticata aspramente, nella frazione ha parecchie preferenze, da una certa parte del mondo ecclesiastico e non solo, e probabilmente sarà eletto nel prossimo consiglio comunale.

Più difficile la formazione di una lista completa e forte di Forza Italia nonostante gli sforzi della presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.