Imola. Fare squadra per il Gruppo Hera è una filosofia, che si traduce ogni anno in progetti concreti, attraverso i quali la multiutility collabora con cittadini, istituzioni, aziende e terzo settore a favore del proprio territorio, a tutela dell’ambiente e per le generazioni future. Perché ciascuno di noi, se vuole, può essere protagonista positivo del proprio tempo. E i modi per diventarlo sono al centro della terza edizione di

Del resto, le sfide in cui Hera è impegnata, dal contrasto al climate change alla promozione dell’economia circolare, sono temi di forte attualità e necessitano del contributo di tutti. Come molti cittadini hanno già fatto, quindi, non resta che scegliere: le iniziative alle quali si può partecipare, infatti, vanno dalla riforestazione urbana alla digitalizzazione delle scuole, dal consumo responsabile di acqua ed energia all’incremento della raccolta differenziata, dal decoro degli spazi pubblici al riuso di beni ancora in buono stato, con benefici anche per le tante onlus attive sui territori serviti, senza dimenticare la promozione dell’inclusione sociale e della parità fra i generi.

Nell’Imolese: 7.200 le confezioni di farmaci non scaduti recuperate; coinvolti oltre 5mila studenti; 40mila euro alle scuole con Digi e lode

Nell’area del circondario, grazie al progetto FarmacoAmico, per il recupero di farmaci non ancora scaduti, nel solo 2019 sono state più di 7.200 le confezioni recuperate nelle farmacie di Imola, Medicina, Castel San Pietro Terme e Dozza, per un valore complessivo di circa 91.250 euro mila euro. Nella mensa aziendale di Hera a Imola è inoltre presente da anni il progetto CiboAmico per il recupero dei pasti non consumati a favore di onlus del territorio.

In ambito scolastico, si segnala Digi e Lode, il progetto che converte i comportamenti digitali dei clienti Hera in punti che grazie alla multiutility diventano somme di denaro investibili dalle scuole del territorio in progetti di digitalizzazione: dal 2017 a oggi, gli istituti di Imola hanno già ricevuto 35mila euro e 5.000 euro le scuole di Mordano e Bubano.

Nell’arco dell’anno scolastico 2018-2019, infine, circa 4.250 studenti delle scuole delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado del Circondario sono stati coinvolti dai progetti di educazione ambientale del Gruppo, che hanno interessato circa 62 istituti. Nella sola Imola sono state 94 le classi coinvolte per un totale di oltre 2.100 studenti. A questi numeri si aggiungono i 900 studenti di tre istituti superiori imolesi che hanno partecipato alle attività del Pozzo di Scienza.

Alcuni risultati a livello di Gruppo – Ecco anche alcuni dei risultati a livello di Gruppo archiviati l’anno scorso. Grazie a Cambia il finale, progetto per l’avvio al riuso di ingombranti ancora in buono stato, sono state recuperate 635 tonnellate di mobili altrimenti destinati allo smaltimento. In meno di dieci anni, inoltre, sono stati oltre 100mila i pasti recuperati dalle mense Hera grazie a CiboAmico, progetto per il recupero delle eccedenze alimentari che ha evitato 44 tonnellate di rifiuti. Tanta l’attenzione per l’ambiente, con i 390 mila download raggiunti dalla app di Hera il Rifiutologo, che aiuta i cittadini nella raccolta differenziata e permette loro di effettuare segnalazioni – circa 60mila solo l’anno scorso – su abbandoni e decoro urbano. Tocca l’11,6%, inoltre, la percentuale dei clienti di Hera che ha deciso di essere carbon neutral sottoscrivendo offerte di fornitura di energia dedicate all’obiettivo.

85mila bollette rateizzate, 38 mila pasti offerti con Caritas e oltre 600 mila euro di donazioni durante l’emergenza – Oltre a fare una panoramica sulle iniziative realizzate nel 2019 e sui risultati raggiunti dalle stesse, il report racconta anche il modo in cui il Gruppo, assieme a lavoratori, fornitori, istituzioni e comunità locale, ha affrontato l’emergenza sanitaria del 2020, un’occasione che ha mostrato una volta di più quanto sia importante operare in una logica di profonda integrazione con il proprio territorio di riferimento, garantendo la continuità di servizi essenziali e la sicurezza di persone e processi. Il tutto, ovviamente, senza contare l’aiuto a chi è più in difficoltà, con 85mila bollette rateizzate da marzo a maggio, oltre 600 mila euro donati complessivamente ai servizi sanitari di 4 regioni e una collaborazione con Caritas che ha permesso di donare oltre 38mila pasti.