Imola. Dieci ragazzi sono stati denunciati dai carabinieri di Casalfiumanese per lesioni personali gravi in concorso, commesse ai danni di un diciassettenne imolese, vittima di un pestaggio avvenuto alle 23.30 di sabato 27 giugno non lontani dalla zona retrostante le tribune centrali dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”.

Quella notte i militari del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Imola erano intervenuti per prestare soccorso al diciassettenne che era stato preso a testate, calci e pugni da una banda di coetanei a lui sconosciuti che lo avevano picchiato perché si era rifiutato di dare una sigaretta a uno dei membri della gang il quale, sentendosi mancare di rispetto, gli aveva spaccato il setto nasale con una testata.

Caduto a terra per la forte botta, il giovane era stato preso anche a calci e pugni dagli altri elementi della banda. All’arrivo dei carabinieri, gli aggressori erano fuggiti, lasciando a terra il diciassettenne, in attesa dei sanitari del 118 che dopo aver prestato le prime cure al giovane, lo trasportavano d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta, per essere medicato e dimesso con una prognosi di 21 giorni: “Frattura ossa nasali e trauma cranico facciale”.

Grazie a un’accurata un’indagine telematica tra i social network più in voga del momento, i carabinieri della Stazione di Casalfiumanese, ai quali la vittima del pestaggio si era rivolto per denunciare l’episodio, sono riusciti a identificare, in collaborazione con i colleghi dell’Arma di Imola e Sesto Imolese, i dieci membri della gang, tra cui quello che ha spaccato il naso al ragazzo e un altro che, sotto minaccia, ha tenuto alla larga gli amici della vittima, per impedire loro di prendere le difese dell’amico in difficoltà. Gli altri otto elementi della banda, sono stati denunciati per aver partecipato ai fatti e per aver impedito, con il loro comportamento, l’interruzione dell’aggressione.

“Complimenti ai carabinieri per l’avvenuta identificazione dei dieci ragazzi che pestarono un coetaneo lo scorso 27 giugno. I componenti della baby gang, tutti denunciati, finalmente avranno un nome e un cognome – commenta il consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti -. Episodi come questo però ci devono far riflettere, la politica infatti, oltre agli interventi nel campo dell’educazione che sicuramente non fanno mai male, dovrebbe mettere nelle condizioni le forze dell’ordine di operare e presidiare il territorio adeguatamente, spazzando via quel senso di impunità che oggi aleggia un po’ tra i giovani”.

Fra alcuni, pochi giovani, che devono essere puniti ed educati al rispetto della legge. Senza sparare nel mucchio della grande maggioranza dei ragazzi che studiano, lavorano, dedicano il loro tempo libero ad attività artistiche e magari si fanno un aperitivo nei bar che hanno tanto bisogno di consumatori in un periodo così difficile dopo l’emergenza da Coronavirus.

(Massimo Mongardi)