San Giovanni in Persiceto (Bo). Purtroppo è sempre più attuale la violenza sulle donne, la maggior parte perpetrata da mariti (compagni, fidanzati) o ex mariti. Davvero brutale l’aggressione dell’ex marito, un 50enne di origine tunisina, alla ex moglie che verso le 20.30 del 12 luglio stava rientrando a casa dopo aver trascorso un pomeriggio con un’amica che l’aveva accompagnata in macchina davanti al portone.

L’ex marito, che la stava aspettando in compagnia dei tre figli minorenni, che la coppia aveva avuto in precedenza, l’aggrediva con calci pugni. Vedendola col volto tumefatto e la bocca piena di sangue, i militari dell’Arma che erano stati allertati da una telefonata disperata della malcapitata, provvedevano subito ad allertare i sanitari del 118 per farla trasferire in una struttura sanitaria al fine di medicarla.

Rintracciato in zona, l’aggressore, identificato nel cinquantenne tunisino, è stato arrestato per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, poi è stato accompagnato in caserma. Ai carabinieri che sono andati a trovarla, la donna, quarantenne tunisina, ha riferito che, nonostante l’ottenimento del divorzio, l’ex marito, che era costretta a frequentare per via dell’affidamento alternato dei figli, come disposto dall’Autorità giudiziaria, continuava a offenderla e minacciarla ogni volta che ne aveva l’occasione, allo scopo di tormentarle la vita e privarla dell’esistenza: “…mi chiama sovente puttana come fosse la cosa più naturale del mondo, mi offende in continuazione apostrofandomi, come detto puttana, troia, zoccola, mi minaccia: ti ammazzo, ti rendo la vita impossibile, non ti lascerò mai stare…”.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, l’uomo è stato portato in carcere.