Riceviamo e pubblichiamo da Maurizio Lunghi segretario generale Cgil di Bologna

La pandemia Covid 19 ha accentuato un problema che era presente e denunciato da tempo dai sindacati: una nuova fase di recessione era già alle porte, oggi è conclamata, dal crollo del turismo alle difficoltà della manifattura spira un vento di crisi per il prossimo autunno.

L’effetto delle nuove tecnologie, in particolare quelle digitali legate alla comunicazione ed elaborazione dei dati attraverso l’uso delle intelligenze artificiali, comporteranno processi di riorganizzazione che interesseranno tutti i settori produttivi, di servizio, pubblici e privati.

L’effetto recessione e l’effetto delle riorganizzazione per i sindacati vuol dire che c’è un serio rischio di tenuta occupazionale e servono nuovi ammortizzatori sociali adeguati alla sfida che abbiamo di fronte.

Probabilmente affrontare una riflessione sul lavoro oggi e soprattutto sul futuro del lavoro di domani, richiede un impegno importante e non facile da parte delle istituzioni a partire dal Governo, le Regioni e le Città Metropolitane e delle forze economiche.

Finita la sbornia del liberismo è del mercato regolatore, tutte teorie che si sono dimostrate fallimentari, oggi occorre rimettere al centro il Lavoro e utilizzare le risorse pubbliche e private europee e nazionali per approntare scelte di sviluppo capaci di individuare le priorità e gli obiettivi di cui la nostra comunità ha bisogno per creare nuove occasioni di lavoro.

Occorre un nuovo welfare capace di dare risposte alle nuove esigenze delle persone e delle famiglie, in una società che anagraficamente invecchia e con i giovani che hanno bisogno di nuovi strumenti per entrare stabilmente nel mondo del lavoro, consolidare il rapporto di lavoro e potere così pianificare il proprio futuro.

Scelte di politica industriale e di servizi capaci di vincere le sfide ambientali e di proporre nuovi sistemi energetici, con nuove fonti energetiche eco compatibili.

I futuri Amministratori pubblici devono inevitabilmente cimentarsi con queste sfide, anche chi si accinge a candidarsi alla guida di Bologna e della Città Metropolitana, e per vincere queste sfide bisogna fare rete, fare squadra, mettere assieme le conoscenze e i saperi di un territorio e di un paese: Ricerca, Università, forze economiche e sociali, forze politiche, tutti devono fare la loro parte; l’importante è metter al centro delle scelte che si fanno il Lavoro e la Formazione quale strumento strategico per non lasciare indietro nessuno nella sfida del futuro.

(Maurizio Lunghi segretario generale Cgil di Bologna)