Imola. Si è risolto positivamente, con una transazione, il caso di una dipendente della Cna Servizi, invalida al 60% con una figlia disabile, che aveva chiesto di fare lo smart-working da casa alla quale l’associazione aveva detto che avrebbe esaminato con attenzione la domanda visto che il lavoro richiesto era di consulenza e che quindi era difficile compierlo tutto da casa.

Una volta arrivati in udienza davanti al giudice la Cna ha fatto una proposta accolta dalla dipendente, ovvero quella di eseguire su un orario complessivo settimanale di 38 ore, 20 in smart-working che comprende pure telefonate e 18 in ufficio.

(m.m.)